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Editoriale

Caro Scalfari, oligarchia non è democrazia

Renzi e Scalfari nel backstage dell'ultima edizione di Repubblica delle idee di giugno

Dopo la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, la regola era che la politica doveva essere di tutti: tutti dovevamo impegnarci in politica perché questo era il fondamento della democrazia: “governo del popolo”. Ma ora l’aria è cambiata: Per il referendum del prossimo 4 di dicembre è assai chiaro. C’è un manifesto assai eloquente: «Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un SI».

Siamo arrivati al punto da ritenere malfattori quelli che si occupano di politica? Al punto che dire: «tu sei un politico» è un insulto? Quindi, basta anche con la democrazia che significa “governo del popolo”? Meglio il governo di pochi o di uno solo.

Il governo di pochi si chiama “oligarchia”, che già a scuola ci insegnavano che è una brutta cosa. Dire che un personaggio era un “oligarca” non era proprio un complimento. Ma ora anche Eugenio Scalfari ci spiega che sbagliamo: «Il primo errore – scrive nel suo editoriale su Repubblica di domenica 2 ottobre – riguarda proprio la contrapposizione tra oligarchia e democrazia: l’oligarchia è la sola forma di democrazia».

Questo inatteso innamoramento per l’oligarchia stupisce e preoccupa ed è contro tutto quello che avevamo imparato a scuola.

Preso dal dubbio sono andato a leggere la voce “oligarchia” nell’enciclopedia Treccani: «Caratteristica della o. (oligarchia) è l’esclusione di notevole parte dei liberi, spesso la maggioranza, dal pieno godimento dei diritti politici e la menomazione conseguente della dignità individuale, dei diritti e della libertà stessa degli esclusi dal potere».

Ma Treccani a parte, resta il fatto che tra democrazia (governo del popolo) e oligarchia (governo di pochi) c’è una bella differenza che Scalfari non può cancellare, come noi non possiamo ignorare che l’identificazione di democrazia e oligarchia è una deriva della finanziarizzazione e globalizzazione del capitalismo di questi nostri tempi.

  • Albin Planinc

    oligarchie liberali dell’Ottocento: è lì che stiamo ritornando. Quando il Quarto Stato non aveva diritti.

  • marco biuzzi

    bravo parlato!
    è semplicemente deprimente l’aggressione che stà avvenendo alla società nel suo complesso, aggressione violenta che versa intenzionalmente ignoranza a piene mani nel flusso potente dell’informazione, e che fa proprio dell’ignoranza la sua arma più potente, assistiamo a continui slittamenti di senso in ogni ambito, sia sociale sia comunicativo, ad ogni livello culturale. sono veri e propri crimini sociali.
    quando si arriva ad essere costretti ad obbiettare sul significato delle parole (ci ricordiamo il morettiano “le parole sono importanti!”), prima di ogni altro conflitto ideologico, vuol dire che le armi della dialettica quotidiana sono finite, e questo è veramente preoccupante.
    occorre tornare a operare sui fondamentali ad ogni livello della società, sembra necessitare un nuovo e profondo radicalismo ideologico, per cercare di governare questo cambiamento

  • Alfredo

    Lo slogan referendario citato da Parlato mi ricorda quelli della lega…parlano alla pancia della ggente!

  • Stefano Schiavon

    Bravo Parlato!
    Sono basito del fatto che si parla di “oligarchia come di vera forma di democrazia”. Ormai il populismo non viene più solo da destra, ci arriva anche da sinistra!

  • Margherita

    Scalfari a suo modo ha espresso una considerazione che rappresenta e riflette la realtà politica italiana. Oligarchia nel mondo classico era il governo di pochi, i peggiori, degenerazione del governo dei pochi ma i migliori, il governo aristocratico. In effetti il nostro paese è governato dalla peggiore classe politica della storia repubblicana. È sorprendente l’amnesia storica ( o il lapsus freudiano) del fondatore del quotidiano la Repubblica

  • Albin Planinc

    sinistra?

  • roberto

    La (contro) riforma costituzionale portata avanti da Renzi, Verdini, Flavio Carboni, Fedele Confalonieri associata all’Italicum consegnerebbe l’Italia a una minoranza in termini elettorali. L’attuale Presidente del Consiglio e’ allergico fino allo shock anafilattico ai contrappesi che nelle Democrazie dell’Occidente garantiscono non solo l’alternanza tra formule politiche ma anche la tenuta complessiva del Sistema. Coloro che vogliono costruire il cosiddetto ” partito della Nazione” vogliono omogeneizzare le scelte degli italiani cosi’ da annullare le differenze per governare al di sopra dei partiti. Cio’ che invece una sinistra decente dovrebbe proporre e’ il radicale abbattimento di un progetto tanto reazionario quanto inconcludente. La sinistra ha come obiettivo di riferimento la modifica dello status quo intorno a parole d’ordine quali uguaglianza e lavoro. Ripartendo da qui Renzi e soci saranno ricondotti nel recinto della propaganda e dell’indifferenza.

  • Stefano Schiavon

    Già, hai ragione la sinistra non esiste più. Esiste chi si spaccia per sinistra , ma difende ricche e potenti elite di intellettuali e di minoranze. Che tristezza. .e io che ci ho creduto per tutta la vita.

  • il compagno Sergio

    Condivido il semplice ma efficace intervento di Valentino: in fin dei conti citare la Treccani per replicare a Scalfari è un modo efficace per sottolineare come egli calpesti i valori dei quali da decenni pretende di essere uno dei paladini.
    Ricordo ancora il meschino e arrogante attacco di Scalfari volto contro Pintor al quale rimproverava di essere comunque un comunista, seppure eretico.
    C’è stata più democrazia nella lezione di Pintor di quanta ce ne sia stata in quella di Scalfari e il suo editoriale sul referendum ne è una conferma. Del resto cosa aspettarsi da uno che al referendum del 1946 ha votato per la Monarchia?

    Ho letto con piacere i commenti postati sull’articolo, nonostante non condivida le solite considerazioni sulla presunta morte della sinistra.

    Colgo l’occasione per felicitare il manifesto: il nuovo giornale è veramente bello e non solo graficamente.
    Bravi! Continuate così.

  • Damiano Tancredi

    In molti siamo delusi.

  • Damiano Tancredi

    Il liberismo ha generato, e continua a generare, mostri.