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Alias

Carla Fracci, l’imprevedibile

Danza. Le mille vite dell'icona del balletto, celebrata dalla Rai con un film tv in lavorazione. «Una tragedia se i teatri non riaprissero, ripenso a quando facevo di tutto per portare la danza ovunque»

«Le Spectre de la Rose» di Fokine

«Le Spectre de la Rose» di Fokine

Due decolleté con laccetto, in mostra il collo del piede, spuntano da una poltrona girevole a forma di sfera. Un lungo bocchino tra le dita, ecco la diva nascosta: parrucca biondo platino a caschetto con frangia, folte ciglia finte, vestito di lamé. Chi è? Ci vuole qualche attimo a riconoscerla, abituati a pensarla come il simbolo del balletto classico. Eppure è lei. Carla Fracci, a dirla con Lina Volonghi non «la romantica, la fragile, la smaterializzata, un’altra donna. Non il tutù, non la calzamaglia, ma una creatura moderna, imprevista, tutta da scoprire». È il 1967, sulla Rai in bianco e...

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