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Italia

Carceri, l’essere straniero è ancora un’aggravante

Diritti. Si riduce di un terzo la componente rumena ma i non italiani sono sempre più penalizzati. Meno omicidi ma aumentano gli ergastoli. Presentato il rapporto Antigone «Oltre il virus». Ancora al 115% il sovraffollamento.

Detenuto al lavoro in un laboratorio di sartoria del carcere di Opera

Detenuto al lavoro in un laboratorio di sartoria del carcere di Opera

A dare un’occhiata dentro le carceri italiane - tramite il XVII rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione dal titolo «Oltre il virus» presentato ieri alla presenza del capo del Dap Dino Petralia, della sua omologa Gemma Tuccillo, capo Dipartimento per la giustizia minorile, e del Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma - si ha l’impressione che sia passata un’intera era geologica da quando «l’identità nazionale rumena veniva considerata un’aggravante», per usare le parole di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. E da quando, nell’ottobre 2007 (proprio mentre nasceva il Pd), a Roma l’orribile stupro e omicidio della signora Giovanna Reggiani...

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