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Internazionale

Cambridge si difende. Zero pressioni sul Cairo

Caso Regeni. L'università britannica nega di aver rifiutato di collaborare con la Procura di Roma ma resta il silenzio dei quattro accademici convocati. L'Egitto parla di «relativa calma» nei rapporti con l'Italia. E mentre l'Eni trova un altro giacimento di gas, Palazzo Chigi non reagisce

Manifestazione contro la tortura all'Università di Cambridge

Manifestazione contro la tortura all'Università di Cambridge

Su Giulio Regeni Cambridge si difende: l'ateneo – dice il portavoce – non ha rifiutato la collaborazione con la Procura di Roma, al contrario «appoggia le autorità italiane nelle indagini su questo fatto orrendo». «Ci sono stati rapporti inaccurati dall'Italia – si legge nel comunicato inviatoci dall'Ufficio Comunicazione di Cambridge – che suggeriscono che gli accademici di questa università rifiutano di cooperare con gli investigatori italiani e che speculano in modo erroneo sulla natura della ricerca di Regeni. La speculazione dei media distrae dal fatto che Giulio era un ricercatore innocente e che i responsabili vanno consegnati alla giustizia». Eppure...

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