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Calcio: porte chiuse al Coronavirus

Sport. Gli stadi vuoti per decreto, o quasi. La Serie A andrà in campo nelle zone a rischio senza pubblico  – almeno – due turni. A rischio anche le classiche del ciclismo: Milano Sanremo e Giro d'Italia

Gli stadi vuoti per decreto, o quasi. La Serie A andrà in campo nelle zone a rischio senza pubblico  – almeno – due turni. I morti, i tamponi, la paura generata dal ciclone Coronavirus ha portato il Ministero dello Sport ad autorizzare le gare a porte chiuse. Una risposta alle richieste avanzate due giorni fa al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, con una lettera dalla Lega Calcio e anche dalla Figc attraverso il presidente Gabriele Gravina, dopo i decreti verso le regioni colpite dal virus sulla sospensione degli eventi sportivi nei territori che hanno fatto registrare almeno un contagio. Dunque, con l’avallo del Coni, niente pallone fino al primo marzo, se non per gli addetti ai lavori, nelle zone interessate dall’epidemia. Compreso il big match di campionato del prossimo turno all’Allianz Stadium, Juventus-Inter. E a tal proposito è certo anche il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League a porte chiuse per i nerazzurri tra due giorni, contro il Ludogorets. Sul campionato, le società hanno preso posizione, in campo in ogni caso, sarebbe stato complesso, soprattutto per i top club impegnati nelle Coppe Europee, come la Juventus, trovare uno spazio libero in un calendario compresso anche per gli Europei di calcio al via nella prima parte di giugno.

E PER IL CALCIO restano in calendario solo eventi internazionali, mentre sono sospesi i campionati delle serie minori. Mentre resta di difficile soluzione l’individuazione delle date per le quattro gare da recuperare dell’ultimo turno di campionato: Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino-Parma, Verona-Cagliari. E se la Serie B valuterà caso per caso se far disputare le gare, la Lega Pro ha deciso di rinviare la nona e decima giornata di ritorno dei gironi A e B, che si giocano al Nord. E anche la Lega Dilettanti ha chiesto il rinvio delle gare nelle regioni colpite dal Coronavirus.

MA LA QUARANTENA dello sport italiano non si ferma al pallone. Fino al primo marzo palazzetti dello sport con il lucchetto anche per la pallavolo maschile e femminile. E lo stesso provvedimento per il contenimento dell’emergenza epidemiologica è stato assunto anche dalla FIR (Federazione Internazionale Rugby), con i campionati nazionali, inclusi quelli giovanili e anche i ritiri per le nazionali. E si mette in attesa degli sviluppi del Coronavirus anche lo sci, dopo il rinvio, deciso dalla federazione, delle competizioni a ogni livello nello scorso weekend in Lombardia e Veneto. Lo stop invece ora è esteso a tutto il territorio nazionale, mentre appuntamenti internazionali, come la tappa di Coppa del Mondo a La Thuile (Val d’Aosta) nelò weekend, sono confermati.

E SI RISCHIA anche in bicicletta, con la Milano–Sanremo, la Classica di Primavera in programma il 21 marzo che potrebbe non disputarsi (così come la Tirreno-Adriatico, gara a tappe, una settimana prima) ma le minacce del Coronavirus arrivano fino al Giro d’Italia, che si corre dal 9 al 31 maggio. Ma lo sguardo si sposta, si allunga ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Il Comitato Olimpico Internazionale smentisce ogni illazione ma ogni decisione è rinviata alla prima settimana di marzo, con il comitato esecutivo del CIO, che terrà conto dell’evoluzione del contagi. A Losanna, sede del CIO, non è previsto un piano B ma Londra, che ha già ospitato le Olimpiadi, sarebbe pronta a prendere il posto della capitale nipponica.


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