closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Brauner, casualità obbiettiva di una lunga notte

A Parigi, Musée d’Art Moderne, "Victor Brauner. Je suis le rêve. Je suis l’inspiration". Esoterica e magica, policroma e "brut": l’arte di questo ebreo errante, giunto a Parigi dalla Romania come Brancusi, si nutre di attrazioni ipnotiche

Victor Brauner,

Victor Brauner, "Congloméros", part., circa 1945-’46, Saint-Étienne, Musée d’art moderne et contemporain

Il 6 maggio 1947 l’ammutinamento delle detenute nel carcere minorile di Fresnes, alle porte di Parigi, denuncia condizioni di vita e violenze inaccettabili, e desta un forte moto di indignazione nell’opinione pubblica francese dell’epoca. Anche i surrealisti sono dalla parte delle disobbedienti, e tra questi Victor Brauner, pronto a tradurre la rivolta delle giovani prigioniere nel proprio linguaggio policromo e brut, esoterico e magico. Lo fa in un’opera dalle dimensioni insolitamente grandi per lui: Cérémonie. Sotto la minaccia di un sole rappresentato con la testa di morto, due figure totemiche sono all’interno di una catena, che evoca la struttura a...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi