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Alias

Borowczyk, Negulesco, Leroy

LoQuasto International Film Festival. Alla sua morte nel 2006, il New York Times definì Walerian Borowczyk «il regista di fama mondiale descritto a intermittenza come un genio o un pornografo, o meglio un genio a cui capitò anche di essere un pornografo»

Alla sua morte nel 2006, il New York Times definì Walerian Borowczyk «il regista di fama mondiale descritto a intermittenza come un genio o un pornografo, o meglio un genio a cui capitò anche di essere un pornografo». Non fu unico testimone sensuale e libertario, il polacco/francese Boro, a subire i limiti dominanti del pensiero repressivo su «arte e immoralità», ma, trascorsi i fulgidi anni Settanta del suo cinema migliore (La Bestia, Il Margine, Tre donne immorali?), ciò che venne dopo contribuì involontariamente alla vulnerabilità di uno sguardo assimilato non per le sue singolari proprietà quanto per mancanza di adesione...

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