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L'inchiesta

Bio e social, l’agricoltura 3.0

Reportage. Viaggio nella tenuta del Casale di Martignano, dove lavorano profughi africani e ragazzi a rischio drop out. Una pratica di buona economia e nuovo sviluppo, con cui curare e riabilitare persone con disabilità

Suleman e Youssouf nel caseificio del Casale di Martignano mentre preparano lo yogurt Barikamà

Suleman e Youssouf nel caseificio del Casale di Martignano mentre preparano lo yogurt Barikamà

Youssouf di notte va a scaricare i camion di rifornimento dei McDonald’s di Roma, ma ogni mattina si presenta puntuale alla fattoria del Casale di Martignano, sulle rive dell’omonimo lago che dista una trentina di chilometri dalla capitale, perché lì ci sono «i fratelli» che lo attendono per imparare a fare lo yogurt biologico. Lui è «fortunato», un lavoretto comunque lo ha trovato e perciò dovrà uscire dal progetto di micro-reddito della cooperativa sociale fondata all’inizio dell’anno, ma altri profughi come lui attendono di essere inseriti, nella speranza che da quella esperienza si aprano nuove opportunità di vita. Vengono dalla...

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