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Beirut, note di sostegno

Scene/Il mondo musicale libanese mobilitato per aiutare il paese in crisi. Povertà crescente, corruzione politica e l’esplosione dell’agosto scorso hanno messo in ginocchio l’economia dello stato mediorientale

Cedrik Fermont

Cedrik Fermont

L'esplosione al porto di Beirut, il 4 agosto 2020, è arrivata come un lampo, a sconvolgere la capitale libanese, già scossa dalle proteste che dall'ottobre del 2019 hanno portato in piazza migliaia di giovani, esasperati dalla povertà crescente del paese e da una classe politica corrotta e irresponsabile. Gli oltre 200 morti e 7mila feriti causati dalla violentissima detonazione che ha distrutto l'estesa area circostante, densamente abitata, sono la precisa e drammatica rappresentazione di questa negligenza: le 2750 tonnellate di nitrato d'ammonio ammassate in un magazzino, in contrasto assoluto con le norme internazionali di sicurezza, erano lì almeno dal 2014,...

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