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Alias Domenica

Beardsley, la rapidità di un fiore

A Parigi, Musés d'Orsay, "Aubrey Beardsley (1872-1898)", a cura di Caroline Corbeau-Parsons e Alice Insley. Il graffio filiforme, barocco o preraffaellita o giapponese, di Aubrey Beardsley. La prima mostra europea dopo quella al V&A del 1966

Aubrey Beardsley,

Aubrey Beardsley, "Self-Portrait", 1892, Londra, British Museum

[caption id="attachment_475955" align="alignnone" width="600"] Aubrey Beardsley, "Isolde", 1899, litografia, da "Tristan und Isolde" di Richard Wagner[/caption]   «La sua musa ha conosciuto momenti di terribile ilarità; dietro le sue grottesche si nascondeva una curiosa filosofia... Superbamente prematuro, com’era stato lo sbocciare del suo genio, era ben lungi dall’essere alla fine del suo cammino. Nella caverna della sua anima sonnecchiavano sempre grandi possibilità; c'è qualcosa di macabro e tragico nel fatto che l’uomo sia morto con la rapidità di un fiore». Così scrive Oscar Wilde non appena apprende della morte a soli venticinque anni dell’amico Aubrey Beardsley. Accade il 16 marzo...

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