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Alias Domenica

Barthes, erotica del segno

Centenari. Libero perché neutro, lo spazio della letteratura è per Barthes luogo del desiderio, erotico, trasgressivo, anche quando la violenza del testo nega la delicatezza del tratto

Se per soddisfare l’ansia di bilanci dettata dal rituale di ogni centenario – quello della nascita di Roland Barthes cade fra pochi giorni, il 12 novembre – si ricorresse all’evidenza spiccia del mercato librario italiano, la risposta risulterebbe inappellabile. Invecchiano bene i Miti d’oggi (del 1957), cronaca frammentaria, ma di insuperata lucidità e forza corrosiva, di quella modernizzazione postbellica da cui ancora discende il nostro presente. Viva è anche la cosiddetta trilogia letteraria, composta dal bricolage autobiografico del Barthes di Roland Barthes (del 1975), dai Frammenti di un discorso amoroso (del 1977), e soprattutto dalla Camera chiara, il libro folgorante...

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