closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias

Bardo di Tunisi, la terza rinascita

Intervista. A sei anni dall’attentato, la direttrice Fatma Naït Yghil parla di memoria e archeologia

Fatma Naït Yghil

Fatma Naït Yghil

Trionfi di divinità marine, Veneri allo specchio, Amorini impegnati nella pesca. Virgilio che impugna i rotoli dell’Eneide e ipnotizza gli spettatori con la forza sempiterna del mito. Gladiatori che sfidano belve feroci. Volatili e fiori senza spine che accompagnano i cristiani delle origini nell’atto del battesimo e durante l’ultimo viaggio. Il Museo nazionale del Bardo di Tunisi (fino al 1955 Museo Alaoui) custodisce dal 1888 l’epopea africana di Roma, scritta con una miriade di tessere colorate di pietra e di pasta vitrea. Dal 2016, a questa sontuosa raccolta di mosaici romani e paleocristiani si è aggiunta una stele che dei...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi