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Non assegnato

«Assunti a noleggio? No, grazie». E i docenti Afol annunciano mobilitazioni

Non accenna a diminuire l’agitazione che circola negli uffici di Afol Metropolitana Milano. Il 7 maggio l’Agenzia di formazione e orientamento al lavoro è stata coinvolta in una maxi inchiesta della direzione distrettuale antimafia (Dda) su presunte tangenti e corruzione. Nel registro dei 95 indagati figura il direttore generale Giuseppe Zingale e attraverso di lui il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. Il politico leghista è accusato di abuso d’ufficio. Proprio il reato contro cui si è scagliato ieri Matteo Salvini affermando: «blocca il paese».

OLTRE LE QUESTIONI giudiziarie, però, c’è un altro fronte che agita le acque dentro l’azienda. Si tratta del rinnovo contrattuale di circa 110 docenti precari impiegati per conto di Afol in diversi istituti milanesi. Prestano servizio per i minori in obbligo scolastico nei centri di formazione professionali (Cfp) in percorsi educativi di varia natura.

DOPO LUNGHI ANNI di precariato, il «decreto dignità» ha imposto ad Afol di mettere fine ai continui rinnovi. Come in molte situazioni analoghe, però, l’azienda rifiuta di stabilizzare i lavoratori in maniera effettivamente dignitosa. Poco prima di Pasqua i vertici di Afol hanno proposto ai sindacati l’assunzione diretta del 10% di lavoratori, figure amministrative ritenute strategiche, e quella in staff leasing del restante 90%. Staff leasing è il contratto di somministrazione a tempo indeterminato. Significa che i docenti sarebbero assunti dall’agenzia interinale privata Oasi e attraverso di essa presterebbero servizio per l’ente pubblico Afol. 12 ore a settimana, retribuendo solo quelle di lezione frontale, in cambio di 500 euro al mese.

A INIZIO MAGGIO i lavoratori hanno imposto a Cgil e Uil di dichiarare lo stato di «agitazione» contro la proposta di pre-accordo. Il 17 del mese, a seguito di un incontro tra prefetto e rappresentanze dei lavoratori, l’agitazione è stata sospesa fino al tavolo tra azienda e sindacati che si è tenuto lunedì scorso.

«MERCOLEDÌ I SINDACATI sono tornati in assemblea con la stessa proposta che avevamo già respinto – dice una delle docenti precarie, Silvia (nome di fantasia) – Ci hanno detto: o sottoscrivete o tornate a casa. La metà dei presenti si è rifiutata di votare ed è andata via».

I PRECARI chiedono di essere assunti direttamente da Afol in condizioni contrattuali e retributive degne. «Non finisce qui – afferma Silvia – continueremo a lottare anche senza sindacati. È in gioco la possibilità di un lavoro dignitoso che ci permetta di non fare la fame, ma anche la qualità dell’istruzione che offriamo ai nostri studenti».