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Assange condannato due volte

Wikileaks. Nel disinteresse più o meno generale dei grandi mezzi di comunicazione, si sta celebrando il processo a Londra contro il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.

L’estetica del tribunale è il messaggio. Provo a spiegarmi.Nel disinteresse più o meno generale dei grandi mezzi di comunicazione, si sta celebrando il processo a Londra contro il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. Il tribunale è il messaggio, si potrebbe dire. Come testimoniano le cronache di Craig Murray (sul blog «L’antidiplomatico») e di Stefania Maurizi (su «il Fatto Quotidiano») il luogo e il clima del dibattimento sono indice di scelte aprioristiche molto nette: ad essere messo in stato di accusa è il giornalismo libero e lo status di colpevole per l’imputato è già scritto. Alla faccia della britannica (presunta) «terzietà»...

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