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Arturo Ripstein, maestro del cinema messicano

Intervista. Incontro con il presidente di giuria al festival di Locarno

«Fammi indossare le mie orecchie» Arturo Ripstein apre una piccola scatola ed estrae un paio di apparecchi acustici borbottando qualcosa contro gli altoparlanti dell'hotel, colpevoli di amplificare musichette lounge nella speranza, forse, di ravvivare qualche turista esausto. Il suo inglese «assolutista» e imperativo invita a spostare la conversazione all'interno del bar perché «se hai fatto la salita a piedi per raggiungermi qui vuol dire che per qualcuno sono importante». È incredibile e struggente come uno dei più grandi registi ancora in attività (il suo ultimo film La calle de la amargura è stato presentato lo scorso anno a Venezia e...

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