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DOSSIER Senza fine

Peluffo: “I soldi per l’editoria ci sono, ma pochi”

«Per quanto riguarda i contributi pubblici le risorse sono scarse. Abbiamo davanti un orizzonte di poco meno di tre anni per creare un nuovo sistema, che consenta di moralizzare i contributi. Ci sono soluzioni e proposte, compresa l’eliminazione all’origine di ogni distorsione del mercato. Dobbiamo comunque ricordare che i contributi servono al Paese per la tutela del pluralismo, un bene prezioso, e sono in linea con le politiche dell’Unione europea per la difesa della lingua italiana». Lo ha detto il sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo, in occasione della presentazione dello studio della Fieg «La stampa in Italia 2009-2011».

«La revisione del sistema dei contributi deve servire a selezionare le aziende meritevoli – ha aggiunto -. Abbiamo preso atto che il criterio delle copie stampate produce problemi. Puntiamo poi a favorire il passaggio dei quotidiani cartacei all’on line. Su Internet ci sono diversi modelli produttivi e tutti devono essere possibili per venire incontro alle esigenze del mercato». Per Giulio Anselmi, presidente della Fieg, «i giornali di partito non hanno titolo ai finanziamenti interni all’editoria avendo già i partiti accesso ai finanziamenti pubblici», precisando che «occorre indirizzare i contributi pubblici verso i giornali veri: per copie vendute e per numero di dipendenti con regolari contratti».