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DOSSIER Senza fine

Ore decisive per Liberazione

Liberazione non può chiudere, non pochi giorni prima che si sblocchi la situazione dei fondi per l’editoria». Giornalisti e poligrafici del quotidiano di Rifondazione sperano in una soluzione almeno «temporanea». Continuano da mesi a occupare la redazione di via del Policlinico e si preparano, oggi pomeriggio, al quarto e temono ultimo incontro con l’editore alla Regione Lazio.

Ieri una conferenza stampa piuttosto affollata ha fatto il punto sulla situazione anche alla luce dell’ultima direzione del partito (vedi a fianco la lettera inviataci sabato pomeriggio dal segretario del Prc Paolo Ferrero). «Abbiamo tentato ogni via per mantenere in vita il giornale», spiega Carla Cotti a nome del cdr. Sospesa la pubblicazione cartacea dal 2 gennaio, pur in ferie forzate, hanno continuato a lavorare al sito, realizzando per 15 giorni il giornale in pdf stampabile. Poi, ricordano, si è chiuso anche quello senza accettare nessuna delle proposte fatte dai lavoratori.

Oggi, forse, l’ultimo passo alla regione Lazio che deciderà l’avvio degli ammortizzatori sociali e ufficializzerà la fine delle pubblicazioni. «Noi – spiega Cotti – chiediamo che il giornali torni a vivere, almeno fino all’annuncio delle nuove linee per i fondi, in cui risultano incentivi per chi passa dal cartaceo all’on line». Cosa deciderà veramente Mrc, la società editrice interamente partecipata da Rifondazione, non è chiaro.

In un ordine del giorno presentato all’ultima direzione si parlava di cassa integrazione a rotazione a zero ore per tutti. «Comprendiamo benissimo le difficoltà dell’editore e siamo pronti a tutti i sacrifici ma operazioni discriminatorie non le accetteremo mai», avvertono dal cdr.

A via del Policlinico ormai l’aria è avvelenata: il testo redatto dalla segreteria era durissimo con i giornalisti, li accusava di aver sferrato un «attacco frontale diretto» contro il partito e perfino di aver scatenato una «martellante campagna diffamatoria». Una posizione che non ha convinto però nemmeno la direzione e, anzi, ha rafforzato i dubbi di due dirigenti autorevoli del Prc come Imma Barbarossa (intervenuta ieri anche alla conferenza stampa) ed Eleonora Forenza. Dubbi che si allargano: ieri la redazione ha ricevuto la solidarietà della capogruppo Prc al comune di Milano Anita Sonego.

Paradossalmente, qualche spiraglio potrebbe arrivare oggi in parlamento, dove alle 13.30 il sottosegretario all’editoria Paolo Peluffo dovrebbe intervenire sul fondo e sulle nuove regole in un’audizione della commissione cultura alla camera. L’appuntamento però è a rischio rinvio a causa della fiducia sul decreto liberalizzazioni. Vincenzo Vita (Pd) si attende chiarezza: «Se il sottosegretario Peluffo ha qualche difficoltà, se c’è qualche problema al Tesoro o altrove, lo dica. Perché la variabile tempo è determinante». Anche per questo, Vita e Giulietti (Articolo21) chiedono alle tante società editrici che stanno per chiudere di evitare «passi affrettati» e «decisioni unilaterali».