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DOSSIER Senza fine

La lettera di Ferrero sulla situazione di Liberazione

Cara Norma, l’articolo di sabato scorso del manifesto si chiede «perché Rifondazione Comunista non vuole più fare il giornale?» e sostiene che «molti militanti non riescono a capire il perché di una scelta che sembra suicida tanto più in vista di scadenze elettorali imminenti e del rifinanziamento del fondo per l’editoria già disposto dal governo».

Il motivo è molto semplice: il manifesto sostiene che ci troviamo davanti al «rifinanziamento del fondo per l’editoria deciso dal governo». Si tratta di una balla, come dovreste sapere anche voi. Il governo Monti ha tagliato – meno di quanto previsto da Berlusconi ma ha tagliato – il fondo per l’editoria. Grazie ai tagli del governo Monti, Rifondazione deve coprire un buco di bilancio di Liberazione per il 2010 di 829.538 euro e per il 2011 di 1.074.827 euro. Senza quei tagli Liberazione (…) sarebbe oggi in edicola normalmente. Non capisco perché continui questa falsificazione sul dato decisivo di tutta la vicenda: il taglio del fondo per l’editoria per il 2010, 2011 per non parlare del 2012. In queste condizioni il Prc non ha più i soldi per andare avanti a coprire debiti e non ha nemmeno più la liquidità per far fronte alla gestione.

Abbiamo messo in Cig quasi tutti i dipendenti del partito – segreteria nazionale compresa – e abbiamo liquidità fino a maggio. (…) Non siamo in grado di anticipare soldi a Liberazione per il semplice motivo che non li abbiamo e che le banche non ci fanno credito.

Per quanto riguarda i lavori della direzione nazionale, questa aveva deciso nel 2009 di non dare più un euro per coprire i buchi di Liberazione e quindi la segreteria ha arbitrariamente deciso in questi anni di coprire 1,9 milioni di euro di perdite degli ultimi due anni. Siamo inadempienti per aver tenuto aperto Liberazione, non per il suo contrario. L’ordine del giorno che ho presentato non serviva a chiudere Liberazione ma a proporre il lancio di una sottoscrizione e una battaglia politica con il governo al fine di poter avere le condizioni di riprendere il giornale on line e la produzione di un settimanale cartaceo entro fine anno, salvaguardando almeno in parte l’occupazione. Proprio perché pensiamo che un giornale sia necessario al Prc. La lungimiranza di un compagno della minoranza – che ha chiesto la verifica del numero legale alla fine della riunione – ha impedito la messa al voto di questo ordine del giorno. Me ne dispiaccio. Vuol dire che il rilancio di Liberazione lo ridiscuteremo nella prossima riunione della Direzione Nazionale. Augurando lunga vita al manifesto.

Il governo Monti non ha tagliato il fondo per l’editoria, almeno non per il 2011. La questione è diversa, se Ferrero vuole anche più drammatica, dal momento che ha deciso di sospenderlo a partire dal 2014. Questo però, riguarda il futuro: per il 2011 invece, lo ha rifinanziato partendo dai 47 milioni lasciati dal governo Berlusconi dopo l’ultimo taglio fatto da Tremonti con il decreto di ferragosto. E da quella cifra lo ha portato agli attuali 126 milioni, cifra ancora lontana dai 150 necessari. Dato per scontato che il taglio ai finanziamenti è reale, è anche vero che proprio questo è stata la causa delle decisione di chiudere Liberazione a dicembre. Ora, però, la situazione è cambiata, e il decreto che rifinanzia il fondo sta per diventare operativo. Perché dunque insistere a voler chiudere il giornale? Con affetto.