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DOSSIER Diffamazione

I comici la buttano sul ridere per dare i soldi a De Corato

Diffamati e affamatori di «poveri giornalisti», calmi. Stiamo scherzando, Diego Parassole è un comico di Zelig – non è Grillo – e comunque prima di pubblicare questa intervista abbiamo consultato due studi legali. Diego, lunedì prossimo, alla Camera del Lavoro di Milano – su iniziativa dell’associazione Adesso Basta (ore 20-22) – salirà sul palco con alcuni colleghi per ritrovare la capacità di indignarsi, ma buttandola sul ridere. Dedicheranno questa serata alla nostra campagna per risarcire De Corato.

Beh, grazie.

E’ doveroso. Mi hanno girato una mail, ho letto di questa cosa assurda capitata al manifesto e ho pensato che bisognasse fare qualcosa, è sconcertante. Cercano di far tacere un certo giornalismo, e poi De Corato, insomma!

Occhio…

Ricordo che una volta l’ho inserito in un mio spettacolo, aveva detto che bisognava rimandare gli albanesi in Africa… ma allora noi rimandiamo De Corato in geografia. E’ surreale che abbia insistito con voi per avere dei soldi per una faccenda simile.

Pensa che abbiamo perso la causa per una battuta su Materazzi.

Cavolo, ha un bel caratterino come Materazzi, se invece di incontrare uno del manifesto incontrava uno come Zidane, andava a finire anche peggio.

La sottoscrizione va bene, ci inventeremo qualcosa per la consegna dell’assegno, magari una festa con gli «ultimi», i bersagli di De Corato.

Buona idea, per Milano sarebbe una cosa bellissima. Se De Corato perde un voto per ogni centesimo che avete raccolto mi sa che siamo a cavallo.

Sul palco voi comici come siete messi con il reato di diffamazione?

Esiste il diritto di satira, però quando ci sono di mezzo aziende o marchi dobbiamo stare attenti, alcune battute devo farle approvare dall’avvocato.

Succederà anche per gli articoli.

Questa legge in discussione in parlamento è assurda, scatterebbe anche una censura sui libri, in qualche modo bisogna trovare la forza di reagire, di fare qualcosa, di parlare con le persone.

Quali battute devi censurare?

Non è proprio censura, ci sono cose che devo sfumare. Per esempio se dico che in una famosa bibita gasata (bip…) ci sono sette bustine di zucchero, non posso dire non bevete la (bip…), devo limitarmi a dare la notizia. Oppure è preferibile dire è meglio bere l’acqua del rubinetto piuttosto che dire non bevete (bip…). Se ti fa causa una multinazionale, altro che 20 mila euro.

Sei un comico, cosa dici di Grillo?

Condivido alcune sue battaglie, ma non quando dice di non dare la cittadinanza ai figli degli immigrati, o che la mafia è meglio dello stato. E’ chiaro che una battuta vive di paradossi, ne ho parlato anche con lui e mi ha detto che se non dici vaffanculo certi messaggi sui media non passano. Lui porta sulla scena un discorso estremo, ma ormai il suo movimento è diventato interessante: per non perdere voti adesso anche gli altri sono costretti a darsi una mossa, non sei più un qualunquista se parli dei privilegi dei politici. Del resto sono stati i primi a cogliere l’importanza di certe battaglie. Ricordo che quando con alcuni comici ero in tourneé per parlare di acqua e nucleare, lui ci ha offerto piazza Duomo mentre molte amministrazioni di centrosinistra ci hanno negato gli spazi.

Tu sei di sinistra. Lo voti?

No… non so cosa andrò a votare, ne parlavo l’altro giorno con alcuni amici, siamo tutti molto disorientati.

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