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DOSSIER Senza fine

Giuliano Pisapia: il manifesto è essenziale per il confronto a sinistra

Giuliano Pisapia, è vero che sei il secondo più grande azionista del manifesto?

Sì, è vero. Me lo disse Valentino Parlato ai tempi dell’azionariato popolare.

Palazzo Marino ha anche conferito l’Ambrogino d’Oro a Rossana Rossanda. Eppure, anche se ti abbiamo sempre sostenuto, non ti risparmiamo critiche.

Questo è il bello del manifesto. Come lettore e sostenitore sono preoccupato per la crisi che il giornale sta attraversando, ma credo che questa preoccupazione dovrebbe essere condivisa anche dai lettori saltuari, e anche da chi non condivide le idee e quello che scrive il manifesto. E’ una questione che riguarda il vostro diritto-dovere di informare e il diritto di tutti i cittadini di essere informati. Il manifesto è una voce libera che è garanzia del pluralismo dell’informazione.

Ti è capitato di arrabbiarti con questo giornale?

Sì, certo. Ma non ho mai alzato il telefono per lamentarmi. E poi vi dò atto di fare un giornalismo che non scade mai nel gossip o nel sensazionalismo. Ovviamente potete sbagliare, ma fa parte del vostro stile e della vostra storia quello di essere duri, di non far sconti a nessuno, di verificare le notizie e di cercare di fare critiche costruttive.

Criticaci tu, come vorresti il manifesto?

So che non è facile, ma mi piacerebbe che il giornale avesse più attenzione per Milano e per le altre grandi città. Le pagine locali non ci sono più ed è un peccato, ma so che dovete tagliare, spesso però le notizie che sembrano locali sono la spia di ciò che succede nella realtà, nei territori, vicino alla vita dei lettori. Ma soprattutto, a livello nazionale, credo che il manifesto sia sempre stato e debba continuare ad essere un luogo di confronto e di discussione essenziale per le sinistre, e quindi interessante per tutti.

La sinistra. Come ne uscirà dall’esperienza dirimente del governo Monti?

Sono molto preoccupato e lo sono stato sin dall’inizio. Il governo Monti era necessario perché l’Italia non annegasse, ma una volta lanciato il salvagente bisogna tornare alle urne. Non esistono governi tecnici, ogni governo è politico. Ciò che più temo è che si incominci a sfaldare quell’unità a sinistra che è stata vincente non solo a Milano. Non si deve smettere di lavorare alla costruzione di un’ampia coalizione di sinistra che non escluda nessuno e sia basata su modalità diverse di partecipazione. Il mio timore è che alla lunga la sinistra finisca per correre divisa alla prossime elezioni e intanto la destra ritrovi il tempo di ricompattarsi pur di tornare a vincere.

Come evitare questa catastrofe?

Bisogna prepararsi fin da subito. Dobbiamo essere pronti alle elezioni mettendo a punto un programma unitario e puntando sulle primarie. Intanto, chi ha deciso di appoggiare il governo Monti lo faccia con senso critico evitando danni irreparabili per il paese e per la coalizione.

A proposito, hai annunciato di essere pronto ad aprire un contenzioso con il governo sulla destinazione dei fondi raccolti con la tassa comunale Imu.

Su questo non ho nulla da aggiungere a quanto ho già dichiarato. Certo i continui tagli rendono sempre più difficile governare i comuni senza diminuire i servizi.

Nel tuo primo anno da sindaco hai dovuto prendere provvedimenti anche impopolari ma sei riuscito a non perdere il consenso. Adesso possiamo sperare in misure meno dure e «più di sinistra»?

Sono tempi duri per fare promesse, dobbiamo prima di tutto garantire livelli di equità in un periodo di sacrifici e lanciare segnali forti sul fronte della salvaguardia dei diritti. Eliminare ogni discriminazione, che tra l’altro non costa, e continuare a puntare sul tema dell’ambiente dove credo di poter dire che Milano, con l’istituzione dell’Area C, è all’avanguardia in Italia.

Cambiando argomento, come vedi il futuro della Regione Lombardia? Si può davvero sognare un dopo Formigoni? C’è anche chi ti ha accusato di essere rimasto troppo schiacciato sulle sue politiche, per esempio su Expo. Come rispondi?

Con Formigoni mantengo rapporti corretti sul piano istituzionale ma una profonda contrapposizione sul piano politico. Per quanto riguarda il futuro della Regione, o Formigoni si candiderà alle politiche o , salvo scossoni, la legislatura arriverà alla fine nonostante le minacce della Lega. In ogni caso a sinistra dobbiamo già lavorare al dopo Formigoni. E il metodo è sempre lo stesso, quello che ha portato alla vittoria a Milano e in tanti altri comuni lombardi.

E invece che opinione hai su quello che sta avvenendo in Val di Susa?

Credo che il diritto di manifestare sia inviolabile, ovviamente senza ricorrere alla violenza. Soprattutto in questo periodo, in cui le famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, limitare il diritto di manifestare è inaccettabile.

Per chiudere, anzi per non chiudere, dacci un’idea per il manifesto.

Ho visto che ora lo fate sul sito ma io ricordo che ai tempi dell’azionariato mettevate in ultima pagina le foto di personalità e persone comuni con la scritta «Io compro il manifesto». Io l’ho sempre davanti agli occhi, perché l’ho appesa in casa.