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DOSSIER Diffamazione

Chi porterà le monetine a De Corato?

E così, tra le tante cose di cui il manifesto ha bisogno, servirà pure tra qualche giorno una cooperativa di facchinaggio e trasporti, gente di muscoli e logistica in grado di consegnare a Riccardo De Corato qualche quintale di monetine, spiccioli e centesimi contati fino all’ultimo, fino alla cifra di 20.320 euro. Il parlamentare e consigliere comunale che incassa, attraverso una sentenza, ventimila euro dal cassintegrato potrà così entrare negli annali e nella vasta pubblicistica sulla casta, o meglio ancora nella sterminata letteratura del forte che si accanisce sul debole. Grazie ai lettori de il manifesto, Luca Fazio, giornalista, non si vedrà pignorato il comò, e sempre grazie a loro potremo ora sbizzarrirci nell’inventare forme di risarcimento democratico. I soldini raccolti per De Corato, ad esempio, potrebbero essere consegnati in sacchetti dai bambini rom che fece sgomberare dai campi di Milano (sotto elezioni, ovvio), con orchestrina tzigana di complemento. Oppure trasportati a domicilio dai truci terroristi dei centri sociali milanesi, o ancora dagli extracomunitari rastrellati alle fermate del tram come usava ai tempi di De Corato vicesindaco di Milano, law, order e un po’ di ridicolo. Più volte candidato sindaco di Milano, il nostro eroe non è mai arrivato alla meta. Faceva parte del Msi e il Msi non c’è più. Era di An e An è scomparsa. È del Pdl e sappiamo che fine sta facendo quella benemerita azienda, il cui capo annuncia l’addio e il ritorno a intervalli di quindici minuti. Insomma, politicamente parlando, di De Corato si può dire che l’insuccesso gli ha dato alla testa. Ora, mentre il Parlamento si accinge a varare una legge sulla stampa che penalizza i giornali poveri e premia i giornali ricchi con la scusa di salvare dalla galera un diffamatore con «spiccata capacità a delinquere» (parole della Cassazione) come Alessandro Sallusti, le nostre monetine hanno un significato ancora più prezioso. Stanno lì tintinnanti a significare che sì, siamo messi maluccio, ma non tanto da temere lo sceriffo di Nottingham, e la ghigna securitaria con cui governava Milano.

Ecco, buon uomo. Tenga il resto.

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