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Architetture d’occupazione alla Biennale di Venezia

Israele/Palestina. Il Padiglione d’Israele nega la Palestina: ridisegna gli spazi dei Territori occupati come «tabula rasa aperta all’interpretazione», cancellando l’esistenza e i diritti dei palestinesi Più che "Strutture del negoziato", il miglior titolo sarebbe "Strutture della negazione"

Una sala del Padiglione di Israele alla Biennale di Venezia

Una sala del Padiglione di Israele alla Biennale di Venezia

Al Presidente della Biennale di Venezia dott. Paolo Baratta e per conoscenza a: dott. Andrea Del Mercato Direttore Generale Biennale Venezia, Shelley McNamara e Yvonne Farrell Direttrici della Biennale Architettura 2018 Oggetto: Osservazioni sul padiglione Israeliano alla Biennale Architettura 2018 Egregio presidente Baratta, Le scriviamo perché siamo rimasti da prima sorpresi e poi profondamente indignati entrando quest'anno nel padiglione israeliano presso i Giardini della Biennale. Avevamo letto che il tema scelto per la 16° mostra internazionale di architettura era “Freespace”, perché, nell'intenzione dei curatori, «spetta all'architettura progettare lo spazio libero e gratuito, lo spazio della condivisione e della socialità». Avevamo...

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