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Editoriale

Appello all’Anpi: guardi ai nuovi antifascisti

L’antifascismo è oggi stretto fra derive opposte. Tra la parte istituzionale incarnata dall’Anpi e l’antifascismo antagonista e giovanile.

L’Anpi in questi ultimi anni ha cercato di rinnovarsi. Un’operazione riuscita a metà. Sono arrivate nuove iscrizioni, spesso di militanti in fuga dai partiti di sinistra, e si è assistito a una ripresa di vitalità. Ma in diverse situazioni si sono anche manifestate chiusure e indisponibilità al dialogo con le nuove generazioni. Un panorama vario e articolato, città per città. Prevalente è stato però, nel complesso, l’affermarsi di un profilo marcatamente istituzionale, con un’attività di tipo celebrativo quasi esclusivamente rivolta al passato. Lontano dal cogliere nella sua portata l’attualità e il pericolo delle nuove spinte xenofobe e razziste, quanto dell’irrompere sulla scena di nuove destre, nostalgiche e populiste.

Emblematico il caso milanese, dove l’Anpi ha considerato pericoloso mobilitarsi il 18 ottobre scorso contro la manifestazione nazionale della Lega e di Casa Pound, con migliaia di camicie nere e verdi in piazza Duomo. Sistematica la rinuncia, anche in seguito, a contrastare ulteriori iniziative dell’estrema destra, tra l’altro in piazza Della Scala, sotto il comune, come di recente accaduto. L’opposto di Roma dove, invece, l’Anpi è scesa in piazza, senza tentennamenti, sempre contro Lega e Casa Pound, a fianco dei centri sociali, in un vasto schieramento antifascista, mobilitando decine di migliaia di persone. Due linee.

Una Repubblica antifascista?

Vi sono certamente, sullo sfondo, le difficoltà del gruppo dirigente nazionale dell’Anpi a comprendere appieno alcuni mutamenti in corso nelle stesse istituzioni, sempre meno rispondenti al dettame costituzionale. In tutta Italia si tengono da anni iniziative pubbliche apologetiche del “ventennio”, con il costituirsi di formazioni apertamente neofasciste e neonaziste, con tanto di corollario di atti violenti, senza alcun vero contrasto istituzionale (si perseguono solo “i casi limite”). Ciò a prescindere dal succedersi di governi, ministri dell’interno, questori e prefetti, in una sorta di assoluta continuità. Un dato di fatto. Come la sospensione dell’applicazione di leggi ordinarie, in primis la legge Mancino, istituita proprio per contrastare l’istigazione all’odio razziale, etnico e religioso.

Alla stessa Anpi, quando protesta, si replica asserendo la legittimità di tutti a esprimersi, fascisti compresi. Allo stesso modo si risponde alle interrogazioni parlamentari, a volte di deputati e senatori del Pd, paradossalmente da parte di altri esponenti del Pd al governo. Una rilegittimazione dei fascisti ormai avvenuta. Una nuova fase nella storia della Repubblica, al passaggio epocale del cambiamento della sua carta costituzionale.

Affidarsi alle istituzioni democratiche per combattere i fenomeni neofascisti sta divenendo un evidente controsenso. Bisognerebbe prenderne coscienza. La crisi dell’antifascismo passa anche da qui.

Lo stesso futuro dell’Anpi appare incerto all’avvicinarsi del suo prossimo congresso nazionale. L’opposizione manifestata alle riforme in campo, sia elettorali sia costituzionali, sta producendo continui tentativi di contenimento, soprattutto attraverso l’azione del Pd ai livelli locali, volta a depotenziare, sfumare, se non apertamente intralciare, la linea ufficiale. Il rinnovo, in programma, del presidente nazionale dell’associazione sarà probabilmente l’occasione per cercare di “riallineare” l’Anpi, confinandola a funzioni meramente celebrative. Un’eventualità più che concreta.

L’altro movimento

Lontano dall’antifascismo istituzionale si muove ormai da diversi anni un’area composita di giovani organizzati in centri sociali, collettivi e associazioni, presente su una parte importante del territorio nazionale. Quasi un mondo a parte con cui l’Anpi il più delle volte rifiuta il dialogo. A questa realtà si deve spesso l’iniziativa di contrasto, in tante città, delle iniziative razziste e neofasciste. La loro generosità ricorda da vicino i «reietti e gli stranieri» di cui parlava negli anni Sessanta Herbert Marcuse ne L’uomo a una dimensione, quando negli Stati uniti scendevano nelle strade per chiedere «i più elementari diritti civili», affrontando «cani, pietre e galera», a volte «persino la morte» negli scontri con la polizia.

Rappresenta un antifascismo diverso, non istituzionale e poco propenso al perbenismo, cresciuto con propri simboli (le due bandiere dell’”antifa” sovrapposte, mutuate dalle battaglie di strada dei comunisti tedeschi a cavallo degli anni Trenta contro le squadre d’assalto naziste) e propri modelli storici, gli Arditi del Popolo, in primo luogo, espressione di un’unità dal basso dei militanti di sinistra oltre le appartenenze politiche.

Come nel caso recente di Cremona (gli scontri a gennaio dopo il ferimento quasi mortale di un militante di un centro sociale da parte degli squadristi di casa Pound), quest’area, a volte, fa prevalere l’azione diretta rispetto a ogni altro calcolo politico, restando priva di sbocchi e isolata anche dalla sinistra politica.

L’esigenza di un nuovo movimento antifascista è più che matura. Un movimento necessariamente plurale, aperto alle nuove generazioni, privo di steccati e istituzionalismi fuori tempo, in grado di relazionarsi con il presente e i pericoli rappresentati dagli attuali movimenti razzisti e neofascisti. La stessa capacità di trasmettere la memoria della Resistenza non può che partire da qui, per non ridursi a vuota retorica. Un rischio già presente. Questo nuovo movimento non può che nascere dal confronto e dalla capacità di dialogo fra i diversi antifascismi. Sarebbe il caso che per prima l’Anpi battesse un colpo.

  • Max lo scettico

    Tanto c’è il manifesto che siccome è “moderno” da spazio e parola ai fascisti. La Repubblica antifascista si ferma al portone della redazione del giornale.

  • Manuel Belli

    Si dice che “chi non conosce la storia è condannato a ripeterla” e chi non difende la democrazia è condannato a perderla aggiungo io.

  • Simone Bertolani

    Semplicemente perchè non vorremmo che succedesse quello che è accaduto negli anni 20: aspettare che dall’alto il Re concedesse all’Aventino i diritti sanciti dalla costituzione Albertina. Abbiamo visto passare negli ultimi vent’anni i peggiori criminali in parlamento. Noi non attendiamo più che la legge reprima questa follia neofascista, frutto di demagogia populista che si nutre della crisi economica, perchè sappiamo benissimo che marcia di pari passo, in maniera sotterranea, con la politica nazionale. Sappiamo benissimo, per dirla alla Pasolini, che non si tratta più del fascismo intransigente farinacciano: troppi gli elementi del consumismo che l’hanno ammorbata. Peggiore invece si, perchè non è nemmeno frutto di un ideologia, seppure una falsa ideologia attingente un po al sindacalismo sorelliano, un po al corporativismo, un po al nazionalismo. Ora è solo revanscismo e nostalgia, che cavalca l’onda della crisi e delle solite debolezze parlamentari. Ci siamo stufati di dover aspettare che qualcuno faccia tacere questa “feccia della società”, per dirla alla Buonanno.

  • Russeau

    Appartengo alla categoria dei giovani di cui parla l’articolo. e non posso che essere d’accordo con quanto scritto. L’antifascismo per la maggior parte dell’opinione pubblica puzza di muffa, e noi che proviamo a rilanciarlo in chiave moderna ci troviamo soli.

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Non vi sono Fascisti seduti in parlamento , il Fascismo e’ fuori dell’arco costituzionale ed e’ l’unica risorsa intellettuale reale e non parlata che si contrappone al nuovo corso mondialista che stiamo e che state subendo sottovalutando il grado di penetrazione nella cultura , nelle abitudini ,nello stile di vita delle nuove generazioni nate in cattivita’ che ormai non distinguono piu’ il vivere con o senza la globalizzazione .La plutocrazia , la democrazia lobbystica e’ ormai un fatto consolidato in ogni aspetto seppur minimo del vivere quotidiano. Di questo disastro antropologico chiamato neoliberismo, voi zecche ne siete complici ed ancora vi ostinate e per giunta vorreste rinverdire una corrente di pensiero, l’antifascismo , in cui vi siete incartati e con il quale avete perso di vista la strada maestra , il cammino dell’Uomo verso l’elevazione spirituale come SENSO DELLA VITA lontano dalla merce. Vi e’ rimasto uno sterile abbecedario per accreditare il non piu’ senso dell’antifascismo quale : populismo, xenofobia , razzismo, omofobia eccetera . L’antifascismo e’ destituito dalla realta’ che vi ha sorpassati e che ha reso fallimentare tutti i vostri convincimenti. L’ arco costituzionale regolato dalla costituzione scritta per conto degli angloamericani e’ una marmellata amorfa fantoccio dei nostri nuovi padroni , le modifiche e gli aggiornamenti della costituzione sono voluti e vanno in direzione del nuovo ordine mondiale mentre voi state a guardare, a cercarvi le zecche l’un l’altro ed a parlare in termini antifascisti di quel Fascismo a cui la Storia sta dando ragione. Sarebbe il caso invece che vi andaste a rivedere con umilta’, tutta l’ Opera in direzione dello STATO SOCIALE e del POPOLO di Sua Eccellenza il Cavalier Benito Mussolini il cui Testamento Spirituale e’ la luce che dovrebbe illuminare il cammino. Biagio, soldatino di Forza Nuova.

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Difendi la democrazia, Manuel Belli , ma la democrazia non esiste ,esistono i media che fanno esistere la democrazia.La democrazia viene distribuita con le bombe mentre nei paesi allineati, con i media.Mafia e democrazia sono due parole che esprimono lo stesso concetto: logica dell’accaparramento del consenso attraverso ogni mezzo : plagio mediatico, coercizione, scambio di voti ,corruzione, interessi delle lobby. La democrazia dolcemente ti mette al collo una pesante catena che serra giusto tanto da farti respirare ,quando gli serve il consenso tira un po’ .In nome della democrazia vengono uccise democraticamente tante persone scomode .La democrazia trasforma gli ideali delle persone , un pacifista che per interessi democratici delle lobby diventa guerrafondaio. La democrazia brucia quanto di sano esiste come il fosforo bianco brucia la carne addosso.Il concetto di democrazia come comunemente viene intesa non esiste, non ti illudere Manuel Belli ,tu credi di avere attribuito il tuo consenso ad una forza politica da uomo libero e consapevole o perche’ plagiato e plasmato da potenti mezzi mediatici in cui sei immerso ogni minuto della tua esistenza come in un liquido amniotico ? Ti senti di essere un uomo libero ? Credi che il tuo spirito critico sia sufficiente per il discernimento o solo anche per le piccole scelte del quotidiano ? Il potere democratico poggia sulla logica del piu’ ti parli addosso piu’ sei inefficace ,e’ nel caos che la democrazia getta l’ancora del consenso , noi crediamo invece che i grandi ed i piccoli mutamenti siano nel DIVENIRE e nella AZIONE.

    La cosidetta “democrazia” non e’ mai esistita in nessuna parte del mondo e’ una bufala. biagio .

  • O. Raspanti

    Propongo che il manifesto affidi a Biagio Sciavarello l’editoriale del giornale.
    Il soldatino di Forza Nuova (in attesa che i suoi camerati arrivino, con manganelli e olio di ricino) ci si trova bene sul “quotidiano comunista” (“voi zecche” ?) e ci delizia di comizi ispirati con il beneplacito dei moderatori che non si svegliano neanche a leggere “Sua Eccellenza il Cavalier Benito Mussolini il cui Testamento Spirituale e’ la luce che dovrebbe illuminare il cammino”.
    Passiamolo direttamente in prima e non se ne parla più.

    A proposito: dove si situa la soglia di tolleranza dei moderatori del sito ? Una bella svastica con l’invito al massacro di massa (e perché no, di ebrei, zingari, omosessuali e comunisti), vi farebbe svegliare ? Non avete che da aspettare. Liberamente.

  • O. Raspanti

    Infatti mi chiedo in nome di cosa, i moderatori del sito (dei veri autolesionisti che immagino siano stati scelti con cura), ti lascino vomitare le tue stupidaggini su questo sito. Probabilmente non hanno mai letto Locke.

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Ma cosa vuoi da me Raspanti , invece di berciare articola degli argomenti e fammi capire , non disdegnerò di leggere attentamente quello che scriverai e di fare mie le cose piu’ interessanti.

  • Simone Bertolani

    Al solito, quando non capite le cose, in questo caso la parola democrazia, risolvete i problemi con i manganelli e con i soliti slogan stantii e ammuffiti dell’uomo di Predappio. Abbiamo visioni diverse della realtà, io credo che una democrazia perfetta non possa esistere ma non rinnego la tua possibilità di esprimerti, mentre voi vorreste tapparmi la bocca con le vostre teorie raffazzonate e prese in prestito di qua e di la: con ciò la ritengo che la vostra “terza via” sia solo una scusa per i vostri iperbolici ed irrealistici disegni di pulizia morale. Quale pulizia morale, poi , ce lo spiegherai quando lo avrai capito, visto che la Storia vi ha già consegnato agli esperimenti miseramente falliti. In quanto alla pulizia morale degli italiani, ed in particolare dei gerarchi del tuo bel nostalgico regime, beh, forse è il caso che apri qualche libro di storia.

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Alludi forse ai libri di storia ministeriali prescritti da questo regime ? No grazie, faccio da me, quelli semmai li chiudo. La mia realta’ e’ quella al di la’ da venire ed e’ stata anticipata con successo nella Esperienza Fiumana , altro che “pulizia morale” , semmai un balzo in avanti verso piu’ elevati traguardi di elevazione umana e spirituale dell’Umanita’ ,voi democratici oltre i manganelli della Diaz e gli efferati omicidi democratici con la cui lista potremmo riempire la memoria di codesto computer , un nome su tutti il Generale Dalla Chiesa ,avete strumenti piu’ subdoli e scientifici quali il plagio e la plasmazione mediatica che vi hanno condotto verso l’omologazione ed il pensiero unico . Siete ormai numeri avete rinunciato ad essere Persone.

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Se oggi, Simone Bertolani , la “democrazia” sensibilizza fin dalle prime classi elementari,con il metodo del plagio e della plasmazione delle masse, ai diktat del pensiero unico ,

    ieri il Maestro si curava della personalita’ e delle peculiarità uniche delle future VERE DONNE ed UOMINI

    ” L’educazione deve essere intesa come un attuarsi, uno svolgersi dello spirito stesso che realizza così la propria autonomia. L’insegnamento è spirito in atto, in cui non si possono fissare le fasi o prescrivere il metodo: «il metodo è il maestro», il quale non deve attenersi ad alcuna didattica programmata ma affrontare questo compito sulla scorta delle proprie risorse interiori. Programmare la didattica sarebbe come cristallizzare il fuoco creatore e diveniente dello spirito che è alla base dell’educazione. Al maestro è richiesta una vasta cultura e null’altro, il metodo verrà da sé, perché il metodo risiede nella stessa cultura nel suo processo infinito di creazione e ricreazione.”

    GIOVANNI GENTILE

  • Simone Bertolani

    Riifarsi all idealismo di Gentile è un arma a doppio taglio visto che tutta la cricca dei lacchè fascisti e lo stesso duce lo ritennero responsabile del mancato processo di creazione dell homo novus fascista, visto l insuccesso imputato al filosofo per ciò che riguardava la riforma della scuola (tant’è vero che incaricarono successivamente Bottai quando Mussolini cominciò a delirare). Sulla questione dei testi ministeriali sono d accordo con te: sono talmente superficiali nell affrontare l argomento che poi si generano, come nel tuo caso, incomprensioni di fondo sul senso reale della situazione del ventennio, quasi a mascherare il fondo compromissorio su cui si fondò il regime, per evitare domande troppo scomode a chi tenne in piedi quella sottospecie di parodia (mi riferisco ovviamente al re, alla chiesa e alla borghesia industriale)

  • Luigi Gigi Romanelli

    Ma per piacere !!!
    Di cosa parli ? Della più grande menzogna della storia ?
    Il tuo eccellente cavaliere testa pelata, oltre che essere un involucro ridicolo (vai a rivederti i video) con i suoi atteggiamenti e le sue smorfie, era anche l’inventore di un potenza fasulla (ti dicono niente i carri armati di cartone ?) e di un regime che più corrotto non ce n’è mai stati ! Neppure oggi !
    Si viveva bene e si lavorava solo se si era iscritti al partito. Bastava incensare e leccare il capo, per avere privilegi esclusivi che la maggioranza del popolo non poteva avere !
    Ma cosa mangi ? Cosa bevi ? E, soprattutto, cosa fumi ???
    Favori agli amici, anche se inetti e incapaci, e manganello per tutti gli altri…
    è questo il vostro credo ?
    COMPLIMENTONI !!!!!!!!!

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Non controbatto a cio’ che dici (mi riservo di farlo in altro momento punto su punto ) tuttavia desidero muovere un appunto che potrebbe essere di utilita’ per tutti . Quando si parla di cose, fatti e personaggi bisognerebbe contestualizzarli nella cornice storica a cui appartengono, mi riferisco “con i suoi atteggiamenti e le sue smorfie ” , stiamo parlando di modi ed atteggiamenti di 90 anni fa’ , e’ lo stesso che tu guardando una vecchia foto di tuo padre negli anni 60 ridi dei pantaloni a zampa d’elefante dalla vita altissima con la maglietta alta sull’ombelico delle basettone da mustazzeros e degli occhiali Lozza grandi e quadrati sulla punta del naso oppure di tua madre negli anni 80 con le spalline di spugna sotto la camicetta. Questo e’ soltanto un piccolo esempio che si riferisce soltanto a semplici aspetti estetici immagina quindi l’errore di parallasse che commettiamo invece quando parliamo di grandi avvenimenti della storia, delle grandi epopee che ci hanno preceduto , quale visione ne possiamo avere se non focalizziamo bene se non inquadriamo bene a maggior ragione quando questi fatti vengono narrati da narratori “contro” di cui tutta la cultura e l’informazione del dopo guerra e pregna.

  • Russeau

    Apriamo allora, nel nostro piccolo, il dibattito sul fascismo: onde evitare di essere accusato di “comunismo” o di “essere condizionato” lascio a te la parola. Cosa significa, nel pratico, essere fascista?
    Attendo con ansia la tua risposta.

  • GITS

    Ma siamo seri. Si ricordi che fu proprio il suo MSI a votare a favore dell’entrata dell’Italia nella neoliberista comunità europea, mentre il PCI votava NO, e adesso avete pure il coraggio di ergervi contro la globalizzazione. Lo stato sociale, si come no… vi siete venduti all’America per lo spauracchio del comunismo e ora vi volete vendere alla Russia putiniana.

  • Luigi Gigi Romanelli

    Ma cosa c’entra il modo di vestire con gli atteggiamenti da imbonitore da quattro soldi ?
    Guardati questi 2 video…
    http://www.youtube.com/watch?v=_HtCHPiiqXU
    http://www.youtube.com/watch?v=SKPUQvrkghM

    e poi dimmi come si faceva a credere ad una macchietta del genere e come fate, a maggior ragione oggi, a credere tu e i tuoi soci nostalgici, a quell’attoricchio di bassa lega.
    Semplicemente patetico !!!

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Assai piu’ complessa e’ la composizione che via via ha portato l’Europa alla collocazione di impronta neoliberista dei nostri giorni , una serie di trattati che avrebbero dato un assetto economico omogeneo risalgono dal dopo guerra poi al trattato di Parigi del 51 a quello di Roma del 57 avrebbero dovuto creare le basi di una Unione volta alla Civita’ dei Popoli Europei ed alla loro FRATELLANZA . L’imperialismo democratico NATO allontanera’ l’Europa dalla nostra cultura millenaria tradendo le aspettative, le speranze di quanti e non solo noi Fascisti avevano anelato. E’ del 1979 la costituzione del Movimento dell’ EURODESTRA di Giorgio Almirante che unì i Movimenti Nazionalisti Europei e con essi gli ideali popolari nobili e profondi che animano le Genti nel cammino verso i piu’ alti traguardi di elevazione umana e spirituale lontana dall’ abominio capitalista e dalla mercificazione dei rapporti solidali dell’ Uomo . La nostra avversione alle demoplutogiudaicomassoniche e’ storica ci abbiamo anche perso il 2′ conflitto mondiale e questo e’ causa del guaio europeo che stiamo vivendo. Il MSI ha subito ripetuti attacchi di ingerenza nel corso di decenni (vedi Democrazia Nazionale 1977 ed Alleanza Nazionale 1993 ) siamo sempre stati al di fuori di questo sistema imposto dagli angloamericani fatta eccezione il momentaneo appoggio al governo Tambroni 1960 e l’invito ricevuto da Bettino Craxi alle consultazioni di governo del 1985 , adesso siamo qui’ gli unici ad tenere alto il vessillo della DIGNITA’ DEI POPOLI e a guardare il futuro con la certezza di riprendere il cammino di civilta’ . Vediamo in Putin un patner con cui parlare alla pari cosi’ come parlano alla pari con la Russia anche piu’ piccoli e piu’ poveri stati nel mondo . Altro e’ la nostra schiavitu’ e servilismo agli Usa di cui siamo sotto il tallone. Esiste ancora molta parte di mondo libero che ci da’ speranza, la Siria di Hassad ,per esempio , ma sopratutto e’ nella Russia di Putin che noi nutriamo speranza , oggi il mondo di Putin e’ uno scrigno dove si custodiscono i migliori valori spirituali del genere umano , Famiglia , Tradizione ,Identita’ , Coscienza di Popolo ,Dignita’ , Liberta’ individuale in armonia con la liberta’ degli altri, Giustizia , sentimento della Appartenenza e di PATRIA . Biagio Sciavarrello FORZA NUOVA .

  • http://www.brontese.com Biagio Sciavarrello F N

    Puoi trovare , Russeau , alcuni elementi nella sottostante risposta che ho dato a Gits .