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Editoriale

Ancora una volta per il manifesto

Luciana Castellina

Luciana Castellina

Cari compagni, è inedito scriversi fra di noi: abbiamo lavorato troppo a lungo assieme per aver dovuto ricorrere alla corrispondenza per comunicare. Ci si parlava, e basta.

Non è più così da non poco tempo, e per circostanze che per ciascuno di noi sono state diverse nei tempi e nei modi, ma che hanno in comune analoghe ragioni: l’esser venuto meno il collettivo di cui tutti ci siamo sentiti parte integrale.

Quel tipo di rapporto probabilmente non si creerà più, per ovvie ragioni generazionali, ma anche – lo sappiamo tutti – per via delle divisioni, politiche e editoriali, che ci hanno reciprocamente allontanato in questi ultimi tempi.

Sebbene io abbia ripreso a scrivere sul giornale, non per questo faccio parte del collettivo che lo fa e ne è responsabile; e che ne porta anche il non irrilevante peso.

Se ora vi scrivo non è per riaprire un dibattito, che certo sarebbe utile ma dovrà avere altri, più lunghi e impegnativi itinerari che non una missiva come questa.

Se scrivo ora è per un motivo più importante e urgente: la sorte di questo giornale di cui anche io con altri, alcuni purtroppo defunti, siamo stati fra i fondatori, così come alcuni fra i più anziani di voi dell’attuale redazione.

Scrivo per dirvi che farò, e cercherò di far fare, quanto è possibile per aiutare l’acquisto della testata «il manifesto» da parte della nuova cooperativa, che ha avuto il merito di garantire l’uscita del giornale dopo il fallimento della vecchia cooperativa, e per mobilitare a questo fine anche i tanti che in questi ultimi anni si sono allontanati – o perché al giornale non collaborano più, o perché non lo leggono e non lo sentono più come «loro» – affinché questa storia più che quarantennale non abbia a morire.

Non si tratta solo di preservare un oggetto di antiquariato, e a muovermi non è la nostalgia (anche se un po’ sì, è stata una bella storia!), ma la attualissima consapevolezza che «il manifesto» tutt’ora è – ci è – indispensabile. Tanto più in un tempo politico che sentiamo tutti grave, ma che è anche ricco di nuove energie che di un punto di riferimento, un luogo di incontro hanno più che mai bisogno per non disperdersi.

Allego bonifico di mille euro.

Finito di leggere?

Comincia a rompere.