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Anche un ponte è welfare, come la sanità

Infrastrutture. Trasparenza e utilità sociale per tutti gli attori che operano nell’economia fondamentale, uno spazio che deve restare esente da dinamiche di rendita e mero arricchimento

Il disastro di Genova solleva inquietudini profonde, perché ripropone in chiave tragica interrogativi tanto essenziali quanto rimossi. Innanzitutto, ci ricorda che la nostra vita quotidiana “moderna” riposa su un vasto insieme di beni, servizi e attività economiche che nessuno, per quanto abbiente, può procurarsi con risorse proprie. È l’“economia fondamentale”: un patrimonio intrinsecamente collettivo, talmente importante da essere per lo più dato per scontato. Utile a questo proposito citare il lavoro a cura di F. Barbera, J. Dagnes, A. Salento, F. Spina, Il capitale quotidiano. Un manifesto per l’economia fondamentale, Donzelli 2016. Il crollo del ponte Morandi mostra che questo...

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