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Visioni

Anarchie e forze arcaiche vitalistiche, verso nuove forme documentarie

Cecilia Mangini. Ogni film della regista scomparsa a 93 anni, è un prototipo, un combattimento con la rappresentazione ingenua del mondo

Cecilia Mangini

Cecilia Mangini

Ogni film di Cecilia Mangini è un prototipo, un combattimento con la rappresentazione ingenua del mondo, contro la semplificazione realistica del documentario precotto. Uno dei suoi grandi meriti sta proprio in questo: avere allargato l’ammissibilità del racconto «dal vero», in anni in cui la vulgata del cortometraggio risulta fortemente segnata da diktat produttivi e semplificazioni estetiche. Ma non solo: la vicinanza col Pci non le impedisce di esplorare narrazioni dis-organiche alla linea di partito, in una indomita libertà espressiva: come in Felice Natale (1965), dove l’illustrazione dello spreco di denaro e della corsa verso gli acquisti sembrano appartenere al cinema...

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