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Arte Lavoro Tempo

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Dopo un anno di quasi silenzio e una scarsa visibilità degli artisti, che hanno pagato a caro prezzo il non riconoscimento della loro figura professionale, parte sul profilo Instagram @ilmanifesto, con una cadenza quindicinale, da domenica 7 febbraio, una rubrica «visiva» che va sotto il titolo di «Alt- acronimo di Arte, Lavoro, Tempo. È uno spazio digitale (dal lunedì pubblicato anche sul sito del quotidiano) dedicato alla creatività contemporanea in tutte le sue forme, a cura di Giuliana Benassi (storica dell’arte e curatrice indipendente) e Costanza Fraia Ketoff (ideatrice del progetto). Due volte al mese, artisti emergenti e affermati saranno invitati a interagire attraverso la polifonia dei loro linguaggi, in maniera semplice e immediata come richiede lo strumento social. Ogni appuntamento si presenterà come una «mostra virtuale» fondata su «post» – immagini o brevi video in risposta ad alcune domande che verteranno sulle tre aree tematiche che indirizzano concettualmente la rubrica (Arte, Lavoro,Tempo)

INTERVISTA #02 _ 21 FEBBRAIO 2021

Justin Randolph Thompson (Peekskill, NY 1979)

Artista visivo, mediatore culturale ed educatore. Vive tra l’Italia e gli Stati Uniti dal 1999, Thompson è co-fondatore e direttore del Black History Month Florence, un’esplorazione sfaccettata delle culture diasporiche africane nel contesto dell’Italia, fondata nel 2016. Thompson è vincitore dell’Italian Council IX con il progetto “Minted in Enemy Bronze”, ha ricevuto il Louise Comfort Tiffany Award, il Franklin Furnace Fund Award, il Visual Artist Grant della Fundacion Marcelino Botin, due Foundation for Contemporary Arts Emergency Grants, una Jerome Fellowship dal Franconia Sculpture Park e una Emerging Artist Fellowship dal Socrates Sculpture Park.

Per saperne di più  www.justinrandolphthompson.com

//ARTE

La sua ricerca coincide con l’attitudine a trascorrere tempo con le persone per instaurare conversazioni significative pervase da strati di astrazione e complessità, con lo scopo di spingere gli interlocutori verso prospettive e percezioni nuove. La risonanza della storia, insieme ad una particolare attenzione per la funzione dell’arte nella società, sono caratteristiche profondamente radicate nelle sue opere: sono pratica quotidiana.

 

//LAVORO

Il lavoro per l’artista è ogni gesto, pensiero, considerazione e movimento quotidiano. Il suo interesse va oltre una comprensione capitalistica della produzione e della produttività. Egli mette al centro il lavoro intellettuale inteso al di là degli schemi e delle definizioni accademiche. Il suo rapporto con il lavoro viene definito dall’artista come “tempo libero attivo”. 

 

//TEMPO

Ci vuole tempo affinchè il suono di una voce viaggi verso le orecchie che ascoltano, verso i corpi sensibili. Ci vuole tempo affinchè quei suoni si traducano in percezione. Ci vuole tempo affinchè il nostro corpo e i nostri timpani vibrino con la ricezione delle onde sonore. Ci vuole tempo per decifrarne il significato” sostiene l’artista, riferendosi alle micro comprensioni del tempo. E conclude: “può volerci una vita per descrivere quel frammento di secondo di ricezione uditiva.” 

Vai sul profilo instagram del @manifesto per visualizzare l’intervista visiva di Justin Randolph Thompson. intervista #02 del 21/02/21

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INTERVISTA #01 _ 07 FEBBRAIO 2021

La prima apparizione sarà incarnata da Lulù Nuti (1988),

Artista visiva. Vive e lavora tra Roma e Parigi. Si è diplomata all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi nel 2012. Tra le mostre principali ricordiamo: La Musée, a cura di Azad Asifovich, Galerie Italienne, Parigi e Studio La Città, Verona 2020;  Living in the Tchtulucene a cura di Valentino Catricalà, Istituto Italiano di Cultura, New Delhi, 2019 ; Mirabilia Urbis, a cura di Giuliana Benassi, artq13 Roma, 2019;  MFW con Nouvelle Collection Paris, La Panacée, Montpellier, 2018; Calcare il Mondo, personale presso la Galleria Chloé Salgado, Parigi, 2018; Sistema, personale site-specific nel Sito archeologico Case Romane del Celio, a cura di Carlotta Monteverde, Roma, 2015.
Nel 2018 fonda con Pamela Pintus il duo LU.PA con cui realizza opere performative e transmediali. Hanno accolto il duo, tra gli altri, il Musée Zadkine, Parigi, 2018 e Palazzo Doria Pamphilj, Valmontone, 2019.
A febbraio 2021 inaugura due bipersonali a Roma: la prima con Alessandro Giannì a Spazio Mensa e la seconda con Delfina Scarpa alla Galleria Alessandra Bonomo. A marzo dello stesso anno apre invece la sua terza personale a Parigi: Terrain Amère, alla Galerie Chloé Salgado. 

Per saperne di più  https://www.lulunuti.com/

//ARTE

Lulù Nuti interpreta i sentimenti di responsabilità e di impotenza che la nostra epoca provoca sull’essere umano, sulla percezione della realtà, sulla trasformazione delle abitudini e sul rapporto con la natura.

 

//LAVORO

Credendo fortemente nell’intelligenza della materia, capace di veicolare informazioni che vanno oltre il limite del linguaggio, nelle sue opere sperimenta vari materiali di costruzione accostandoli spesso a elementi naturali, concependo masse scultoree e installative in dialogo con lo spazio. 

 

//TEMPO

Le sue opere si contraddistinguono per la convivenza di una sottile dualità tra presenza e cancellazione, rottura e solidità, resistenza e fragilità, in una altalenante ricerca di equilibrio e tensione, lasciando trapelare un immaginario che interpreta i conflitti dell’essere umano sia in senso escatologico che come frutto di un’analisi contemporanea legata al qui e ora.

Vai sul profilo instagram del @manifesto per visualizzare l’intervista visiva di Lulù Nuti. intervista #01 del 7/02/21

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