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Internazionale

Algeri contro l’hirak: islamisti di ritorno e condanne politiche

Algeria. Carcere per l’islamologo Djabelkheir e la ginecologa Bouraoui per «offesa alla religione». Il regime tenta di disarmare la protesta con una magistratura politicizzata e sdoganando i gruppi islamisti

Manifestazione del movimento hirak per le strade di Algeri

Manifestazione del movimento hirak per le strade di Algeri

«Djabelkheir n’est qu’un début…»: il titolo del commento dedicato dal noto giornalista e scrittore Kamel Daoud alla condanna del ricercatore universitario e islamologo a tre anni di carcere per «attentato alla religione, ai precetti dell’islam e ai versetti del corano» è stato purtroppo una facile premonizione. Martedì Amira Bouraoui, femminista e militante dell’hirak, è stata condannata a due anni di carcere dal tribunale di Cheraga per «offesa all’islam», la richiesta del pubblico ministero era di cinque anni. A suo carico i processi erano due: anche nel secondo per «attentato alla persona del presidente della repubblica» e «diffusione di informazioni suscettibili...

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