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Internazionale

Al-Sisi si gioca la Libia e si prostra all’Fmi

Egitto. Il Cairo vede traballare l’uomo forte Haftar, isolato dai raid Usa. Prestito da 12 miliardi del Fondo Monetario in cambio di privatizzazioni e licenziamenti. Dopo le condizioni militari imposte dall’Arabia Saudita, ora è la volta di una «pesante austerity»

Il presidente egiziano al-Sisi

Il presidente egiziano al-Sisi

Il Cairo era a conoscenza dell'inizio dell'operazione aerea Usa in Libia. Ieri la conferma l'ha data il Ministero degli Esteri egiziano, riaffermando il proprio sostegno alla lotta all'Isis e - di facciata - al governo di unità nazionale di al-Sarraj. L'Egitto, attivo in Libia già dal febbraio 2015, quando lanciò i primi raid aerei contro postazioni Isis, ha un ruolo centrale nel vicino conflitto. Principale sostenitore del generale Haftar, passato da vendicatore nazionale a capo dell'Esercito nazionale libico del parlamento di Tobruk (che non ha mai riconosciuto legittimità al governo di unità), non intende mollare la presa. A metterla in...

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