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Non assegnato

Al-Sisi «celebra» Tahrir arrestando chi la ricorda

Egitto. Giorno libero per i lavoratori, ma la vera natura del regime si palesa con la detenzione del regista autore di un video sulla rivoluzione e con l'estensione dello stato di emergenza

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

Il Cairo «celebra» i dieci anni dalla rivoluzione che cacciò Hosni Mubarak a modo suo. Prima il premier Madbouly ha dato il giorno libero (pagato) a tutti i dipendenti pubblici e privati, poi il governo si è ricordato di essere figlio diretto del regime che gli egiziani tentarono invano di smantellare nel 2011: domenica sera ha arrestato il fumettista e regista di film d’animazione Ashraf Hamdi, dopo la realizzazione di un video per i dieci anni da piazza Tahrir.

Il protagonista, con i piedi su due camion come la famosa pubblicità con Van Damme, parla del silenzio che gli è stato imposto e delle sue speranze in una nuova rivoluzione contro ingiustizia e tirannia. Il video si conclude con la frase «Continueremo». Hamdi – che su YouTube ha un canale, Egyptoon, seguito da tre milioni di persone – è riuscito a scriverlo su Facebook («Mi stanno arrestando»).

Altro modo di festeggiare del regime è stata l’estensione, l’ennesima, dello stato di emergenza che vieta manifestazioni e presidi e, solo per la penisola del Sinai, un coprifuoco parziale dalle 7 di sera alle 6 del mattino. Iniziato domenica, terminerà tra tre mesi.

Infine, le attese grazie presidenziali, tradizione istituzionale che cade ogni 25 gennaio (non per celebrare la rivoluzione, ma per tributare le forze armate): secondo quanto pubblicato in Gazzetta ufficiale, coloro che gioveranno del rilascio anticipato saranno posti sotto la sorveglianza della polizia per i successivi cinque anni.

Saranno esclusi i condannati per traffico di armi e droghe, omicidio per vendetta e terrorismo. Una previsione che matematicamente esclude i prigionieri politici, gli oppositori e i dissidenti (veri e presunti), condannati sulla base della famigerata legge anti-terrorismo del 2013.

IL VIDEO DI ASHRAF HAMDI: