closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

Al conte Ory il vaudeville si addice a metà

Opera. Alla Scala va in scena l'opera di Gioacchino Rossini, trama giocosa di allusioni e sottigliezze in un allestimento parzialmente riuscito

Le Comte Ory

Le Comte Ory

Al Teatro alla Scala è in scena in questi giorni (repliche fino al 21 luglio) Le Comte Ory, penultima opera di Gioacchino Rossini, che Damien Colas, curatore dell’edizione critica presentata per la prima volta a Milano, ha definito «Don Giovanni alla francese». Le pur copiose donnesche imprese del protagonista nei versi del principe dei librettisti francesi Eugène Scribe e nella partitura di Rossini si risolvono in un trama giocosa di allusioni e sottigliezze che dà all’opera l’aspetto di una ironicissima pochade, zeppa di sottintesi morali e di costume, basata su un intreccio ricco di situazioni farsesche, colpi di scena e...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi