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Visioni

Ai confini fra umano e robot, gioco di specchi per Woodkid

Note sparse. Produttore, regista, autore e cantante: il musicista francese torna dopo sette anni con l’album «S16»

Woodkid

Woodkid

Una frontiera è una linea che disgiunge il noto dall’ignoto, la certezza dall’inquietudine. Cosa può spingere a superarla, quella linea? Forse solo il desiderio eroico e paradossale di abbandonare il noto per l’ignoto, la sicurezza per la paura? Questo sembra domandare, silenziosamente, nel suo secondo disco S16 (Island) Woodkid, un bel geniaccio che molto mancava al mondo della musica. Apocalittica la sua estetica, disegna scenari macabri, iperreali, profondi che coinvolgono sempre altri sensi. Mancava da diversi anni, più o meno dal successo bello e prolungato di The Golden Age del 2013 che ha venduto poco più di 800mila copie nel...

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