closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Editoriale

Affari e abbandono, dai tempi dei Piemontesi

Un paese coloniale. Ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, manca il collegamento fra le due più grandi città del Mezzogiorno continentale, con enormi danni economici, perdite di tempo: provate a immaginare se non ci fosse linea diretta fra Milano e Torino

Il disastro ferroviario in Puglia

La notizia non è il disastro ferroviario; è che nonostante il Sud sia condannato ad avere ancora lunghi tratti a binario unico e non elettrificati e convogli dismessi dal Nord (non è il caso di quelli coinvolti nella tragedia di ieri), non ci siano più incidenti e più morti da piangere.

Quei passeggeri sono stati uccisi dalle scelte politiche ed economiche che hanno voluto il Paese diviso in due, fra chi ha molto a spese di tutti, e chi manca del minimo e persino di tutto. Le ferrovie sono una traduzione perfetta del modo in cui si è concepito, costruito e mantenuto un “Paese duale” (Pasquale Saraceno, meridionalista nato a Sondrio).

La pochezza della rete ferroviaria del Sud, rispetto a Piemonte e Lombardia, fu usata come argomento per giustificare invasione e annessione del Regno delle Due Sicilie, da parte dei Savoia. Come dire: unire l’Italia, per renderla ferroviariamente alla pari (cosa che non dispiacerebbe ancora oggi; pur trascurando la disonestà del confronto, visto che il Regno napoletano era tutto sul mare, salvo un istmo di 190 chilometri e aveva puntato su trasporti marittimi, mentre le due regioni alpine avevano qualche obiettiva difficoltà a fare la stessa scelta). E sempre la ferrovia viene usata come paradigma dell’arretratezza del Regno delle Due Sicilie, che pure fu il primo Stato in Italia, a dotarsi di una linea ferroviaria, Napoli-Portici; ed aveva, a Pietrarsa, la più grande officina meccanica del tempo, tant’è che quando il Piemonte fece la sua ferrovia, comprò a Napoli la locomotiva.

Al momento dell’Unità d’Italia, delle 75 costruite da italiani, che trainavano convogli nella Penisola, 60 le avevano fatte i meridionali e 15 tutti gli altri messi insieme. Ma nelle nostre università si insegna che la Napoli-Portici era un giocattolo del re, serviva per portarlo al mare (da documenti visibili a tutti, nell’Archivio di Napoli, si apprende che in pochi anni viaggiarono circa 15 milioni di persone su quel treno; non si specifica se fossero tutti bagnini del re…).

Al posto del tricolore, potremmo avere i binari, sulla bandiera. Nel Sud conquistato si avventarono banchieri, affaristi. Alcune tratte ferroviarie erano già pronte e altre appaltate dai Borbone. La Napoli-Bari venne sottratta a chi doveva farla e riappaltata ai banchieri Adami e Lemmi, cugini e massoni. L’impresa finì in un mare di scandali, mazzette e manco un metro di ferrovia (per capire di cosa parliamo: a Garibaldi imperante e prima dell’arrivo dei piemontesi, si presentò Lemmi, con lettera di raccomandazione di Giuseppe Mazzini che garantiva per l’onestà del latore, perché «ove altri farebbe suo pro…, questi intende costituire le casse del partito»: l’Italia non era ancora nata, il metodo, sì).

Ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, manca il collegamento fra le due più grandi città del Mezzogiorno continentale, con enormi danni economici, perdite di tempo: provate a immaginare se non ci fosse linea diretta fra Milano e Torino.

Se la pochezza ferroviaria, per stare ai principi risorgimentali, dà diritto d’invasione, oggi il Mezzogiorno d’Italia può essere legittimamente occupato da chiunque.

Nel Paese “unito”, puoi percorrere 700 e rotti chilometri in due ore e mezza e trovi un treno ogni venti minuti o poco più; oppure fare circa 300 chilometri, con l’unico convoglio della giornata: parti alle quattro del mattino e dopo una mezza dozzina di cambi (vado a memoria: sono di più?), arrivi a destinazione alle 18,30; oppure, nel 2016, quando si parla di trasporto molecolare, puoi metterti in fila con gli altri che aspettano da 155 anni il treno per città non ancora raggiunte dalle Ferrovie dello Stato. La prima esperienza la fai sulla tratta Milano-Roma; la seconda in Sicilia; la terza in Basilicata (anzi: non la fai), a Matera.

Un Paese non coloniale investirebbe per colmare di divario. Invece si sono buttati 1800 milioni di euro per il Freccia Mille, chiamato Mennea, La Freccia del Sud (e che a Sud non arriverà mai), per risparmiare 15-20 minuti; ma sulla carta: di fatto non è così. Sulle linee del Mezzogiorno i treni dismessi dal Nord vanno talvolta alla velocità dei regionali, ma costano anche 7-8 volte di più; per andare da Roma in Puglia, un bacino di 10 milioni di utenti, può non bastare cercare un posto tre giorni prima e ci sono solo tre convogli decenti.

La legge che ha regionalizzato i trasporti locali, ha sancito l’apartheid ferroviaria: solo Regioni del Nord o del Centro possono permettersi di spendere per le tratte interne. Al Sud, alcune compagnie possono offrire l’ebbrezza di 19-20 chilometri all’ora, sui binari a scartamento ridotto che l’Italia pose nelle colonie africane. Il governo attuale: appena insediato, stanziò 4560 milioni di euro per le ferrovie; 4500 da Firenze in su e 60 da Firenze in giù. Con l’alta velocità che da noi costa 6-7 volte a chilometro, rispetto a Francia, Spagna.

Questa è l’immagine dell’Italia, anche in altri campi. Con il decreto Carrozza (governo Letta), per dire, mostra Gianfranco Viesti in “Università in declino”, in pochi anni le università del Sud chiuderanno. E anche qualcuna del Nord. Ma avremo il Centro Human Technopole a Milano, a 150milioni all’anno. Mentre, da sei anni non si riesce a far ritirare dal ministero dell’Istruzione, le «indicazioni per il curricolo» emanate dall’allora ministra Gelmini, con cui, dall’insegnamento della letteratura sono stati esclusi poeti e scrittori meridionali, pur se premi Nobel come Quasimodo e Deledda.

I morti di Andria sono vittime di una guerra razzista contro i meridionali. L’abbandono ferroviario è solo uno dei modi in cui si manifesta. Se vi sembra eccessivo, prendete il treno per Matera, o per Trapani, o per Crotone. E dio vi accompagni.

  • Apples+Oranges

    Vorrei capire perché uno debba annegare buoni contenuti in discorsi neo-borbonici, vittimistici e anacronistici. Tutti quelli che la prendono lunga partendo dai tempi dei Savoia sembrano non avere alcuna ricetta sensata per il Sud, forse dovrebbero accantonare questa specie di leghismo in salsa sudista e cominciare a proporre qualcosa di più concreto

  • il compagno Sergio

    Condivido quanto scritto qui sotto da Apples-Orange: il neo-borbonico Pino Aprile è semplicemente impresentabile.
    Lui la può girare come vuole, ma crede veramente che la costruzione della tratta Napoli-Portici avesse dei fini economici ?
    E il sempiterno cantiere dell’autostrada Napoli-Reggio è sempre colpa dei nordisti ? E il porto di Gioia Tauro che non è mai servito a nulla, è sempre per colpa dei nordisti ?
    Pubblicare un intervento di Pino Aprile dopo una tragedia del genere, è la risposta sbagliata ad una tragedia umana, economica e politica.
    Possiamo dire che almeno Aprile ci ha risparmiato l’apologia della Sacra Corona Unita, come risposta “ribelle” ad uno Stato corrotto (il cui personale, amministrativo e politico, ovviamente è totalmente privo di meridionali).

  • Apples+Oranges

    Ah, guarda, mi è capitata giorni fa una signora sui social che mi ha detto (a me napoletano da generazioni) che la Camorra, una cosa presente fin dall’Ottocento (c’è chi dice anche Seicento), è stata “voluta da Roma”. Il problema generale a mio avviso è una nuova forma di analfabetismo: la gente è oggi meno critica, più permeabile, trova nell’unico libro che ha letto quest’anno un tema che diventa per una persona vuota di cultura la spiegazione definitiva a tutti i suoi problemi, legge giornali (a volte solo i titoli), prende gli articoli che le danno ragione e, come ipse dixit (il giornale è ancora una autorità), li posta sui social come per dire “ve lo avevo detto io”. Segue dibattito in cui ci sono schiere di “hai ragione”, “ci hanno distrutto”, ecc.ecc. con gente che si passa il fazzoletto e si dà virtualmente grandi pacche sulle spalle.

  • Pasquale Hulk

    Il governo attuale stanziò 4560 milioni di euro per le ferrovie; 4500 da Firenze in su e 60 da Firenze in giù.
    Se questi sono i fatti, non puoi chiedere agli assetati di guardare il bicchiere mezzo pieno che qualcun altro beve.

  • Marco

    innanzitutto l’autostrada è la Salerno-Reggio. Comunque sia, vatti a vedere a chi sono stati assegnati gli appalti della SA-RC, ergo, chi ci mangia. Poi torniamo qui a discutere sulle colpe dei “nordisti”. La verità è che Aprile, per quanto scomodo e di parte sia, dice una verità fin troppo lapalissiana. Parlano i dati, i numeri, i fatti. Sulle ferrovie è semplicemente uno schifo, una delle cose più vergognose dell’Itaglia. E si che a Napoli abbiamo la fortuna di avere l’AV, quindi siamo l’ultimo avamposto, con Salerno. Ma oltre c’è il nulla o quasi

  • Marco

    Poteva anche esistere dal seicento, ma come e in che forma? uguale ad ora? non credo proprio. Mafia e Camorra sono stati sempre i primi interlocutori di chi, garibaldini o alleati, risaliva dal sud per “unificare” o liberare l’Italia. Interlocutori che davano un mano e poi dopo pretendevano, anche giustamente, la loro ricompensa. Questi sono i risultati. Nessun discorso neo borbonico, ma semplicemente storia

  • Apples+Oranges

    Ecco, il punto è questo: “questi sono i risultati” è una tua conclusione arbitraria basata su dati e assunti arbitrariamente selezionati

  • daerty

    si deve informare! vada un pò a vedere quali sono state le aziende che in 60 anni hanno preso gli appalti per la salerno reggio calabria! noterà che sono tutte aziende del nord e quasi tutte diifidate per imbrogli e insolvenze .Quindi?? di che stiamo parlando? lei sa che a matera che è capoluogo di provincia non c’è nemmeno la stazione? lei sa che ancora ci sono littorine a gasolio? non so lei di dov’è però per poter parlare bisogna viverle le cose e io essendo nato e cresciuto al sud e vivendo da un pò di anni a Milano posso dirle che l’italia è sempre stata divisa per volere di qualcuno, quindi è inutile che utilizzate demagogia e pregiudizi! di seguito tutte le aziende che negli anni hanno preso i lavori per la salerno -reggio calabria.

    p.s. le consiglio prima di scrivere minchiate dettate dall’odio e dal pregiudizio, di informarsi!

    : Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. (Parma) , Carena SpA genova(che
    ha la maggior parte degli appalti), Cavalleri s.p.a. Dalmine (BG),Gival
    Comeba Latina, Consorzio SiR Milano, Asfalti Sintex Bologna e Cogemar
    Carrara(ai quali è stato rescisso il contratto “per grave
    inadempimento”.) . Quindi facendo il punto della situazione, chi ha
    rubato? e soprattutto a danno di chi?
    da me si dice “curnut e mazziat !!”

  • Apples+Oranges

    Il raddoppio del binario in questione è stato finanziato dalla UE con 180 milioni 4 anni fa, non è stato ancora assegnato l’appalto “per motivi burocratici”

  • Apples+Oranjes

    Il peccato originale della SA-RC è tutto politico e sta nella scelta del percorso, quando è stato scelto il percorso più interno, questo al netto di criminalità (largamente presente) e aziende che hanno lavorato all’opera

  • Cat

    I cittadini del sud eleggono, esattamente come i cittadini del resto d’Italia, i loro rappresentanti nelle istituzioni sta a questi rappresentarli e battersi affinché arrivino i fondi e i soldi vengano spesi correttamente. Se questo non avviene, a mio avviso, si può certamente incolpare la classe dirigente sia del nord che del sud, ma innanzitutto ci si chieda i nostri rappresentanti cosa hanno fatto per noi? e poi occorre manifestare e fare pressione per ottenere miglioramenti. Parlare di colonialismo e invasione Piemontese è solo un modo per occultare le reali responsabilità dell’inefficienza e della corruzione che dilagano in Italia.

  • Alfredo

    Quando si verificano simili tragedie mi viene da pensare a quanti soldi vengono stanziati e spesi per la Tav..Frecce rosse…Italo..mentre ai pendolari vengono riservati disagi e binari unici!

  • il compagno Sergio

    Costernante. Tutto questo ovviamente si fa all’insaputa della gente del Sud.
    Rocco Scotellaro, Carlo Levi, Corrado Stajano, Leonardo Sciascia, hanno scritto di un mondo fantastico, frutto della loro fervente immaginazione.
    Come ricchi d’immaginazione sono stati Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Pio La Torre, don Puglisi, ecc.
    Insisto: Pino Aprile aggira la lettura gramsciana della questione meridionale e finisce per entrare in consonanza coi neo-borbonici.
    A me non interessano affatto le imprese che lavorano alla Salerno-Reggio (sarebbe peraltro interessante andare a verificarne gli assetti societari e finanziari), ma ciò che succede, succede lì, con le pressioni e il contesto economico-politico di quelle regioni.
    Non metto certo in discussione le responsabilità del Nord Italia, ma come diceva Apples-Orange, non si può tornare ogni volta ai Savoia. Nel frattempo c’è stata anche la Cassa del Mezzogiorno, gli interventi dello Stato e dell’Unione Europea. Piogge di milioni di euri.
    Il recupero del centro storico di Taranto ha assorbito nel corso dei decenni, fondi su fondi. Non se ne vede traccia.
    In compenso il Comune era stato commissariato anche perché il personale amministrativo si elargiva stipendi da nababbi.
    Le responsabilità delle classi dirigenti del Centro-Nord sono anche pesanti, ma trovano collusioni e anzi complici in ampi strati delle classi dirigenti del Sud, profondamente rapaci e corrotte.
    Se il Sud non parte da una critica radicale di sé (come nel percorso intrapreso dagli autori succitati), facendo finta che tutto derivi da quei cattivi del Nord (o da Roma), non penso che possano esservi progressi seri nella convivenza civile e nella gestione della cosa pubblica.

  • Pasquale Hulk

    Il ragionamento che ne consegue è il seguente:
    Se a nord Italia la popolazione locale non vuole un’opera inutile e dispendiosa, l’imposizione del Governo con le armi e la corruzione è ineluttabile e fesso chi si oppone disturbando il manovratore (che rivolete a Berluscone?).
    Se invece a sud Italia la popolazione locale chiede da decenni un’opera necessaria e già finanziata, il Governo non può niente contro la burocrazia e le ruberie meridionali, e fessi i meridionali che piangono seduti (che rivolete i Burbune?).

  • Apples+Oranjes

    Ma ti pare che Renzi fermava la TAV Torino-Lione? Se lo credi, scusa, ma è l’equivalente di credere all’asino che vola.

    Il governo non può nulla per la questione pugliese, credo dovresti approfondire, il problema è sostanzialmente locale.

  • Apples+Oranjes

    Completamente d’accordo, aggiungerei Ignazio Silone.

  • Pasquale Hulk

    A Firenze, per esempio, sembra che la tav non si farà più. Nardella, erede di Renzi, ha inspiegabilmente sposato le tesi degli sfigati no-tav e ciò che sembrava certo è saltato pochi giorni fa, dopo centinaia di milioni di euro buttati e danni a persone e territorio.
    Il TTIP, per esempio, sembra che salti nonostante fossero sempre i soliti quattro che amano ammirare i volteggi del ciuccio a sbraitare contro quell’orrore.
    La Tav Torino-Lione sei sicuro che si farà. ma non è così. Ciò che però resta e mi interessa è la violenza del Governo come prova di forza come a Genova nel 2001 e l’inerzia altrove.
    Le questioni locali non esistono in assoluto e la politica può ribaltare le prospettive come a Bagnoli dove le colpe del governo romano vengono imputate alla politica napoletana…

  • Apples+Oranjes

    La politica napoletana fa pena da parecchio tempo, quindi qualsiasi cosa le venga imputato è comunque corretto.

    La TAV Torino-Lione per me si farà, non mi sembra di vedere segnali che ci dicono che non si farà.

  • atregl

    un serie di luoghi comuni e carcasse a fiori che neanche Belpietro riuscirebbe e metterle in fila: Pino Aprile svegliati, la Puglia non è il Sud solo e abbandonato e se non lo capisci peggio per te

  • atregl

    che chi vi parla di treni fatiscenti o di arretratezza non ha mai preso la linea ferroviaria Bari-Barletta. Chi addirittura fa ragionamenti etnografici sul sud abbandonato, sul sud bistrattato, vilipeso o sul sud irrecuperabile, per far perno sulla retorica vittimista o per derubricare la questione come culturale o antropologica, dovrebbe solo provare a viaggiare e fare qualche confronto senza preconcetti. Rimarrà sorpreso.

  • atregl

    Gli incidenti ferroviari avvengono anche nelle stazioni, dove i binari sono in parallelo, così come avvengono sui binari semplici, ma per fortuna avvengono così di rado che ce li dimentichiamo. Uno degli ultimi di cui abbiamo notizia si è verificato in Germania, il 9 febbraio scorso, quando due treni della Meridian, compagnia gestita dalle Ferrovie dell’alta Baviera, si sono scontrati frontalmente su una linea ferroviaria locale a un solo binario. Come per tutte le ferrovie tedesche, era attivo il sistema di sicurezza PZB 90, che era stato controllato una settimana prima dell’incidente.

    Si tratta di un sistema di trasmettitori d’impulsi magnetici che segnalano a distanza la presenza di altri treni, con relativi freni automatici d’emergenza. Non sono serviti. Ebbene, all’epoca nessuno si è sognato di parlare dell’arretratezza della Baviera o di farvi allusioni, né ha accusato il governo bavarese o il governo federale, né si è strappato i capelli gridando al fallimento del sistema tedesco.

  • atregl

    Pino Aprile tu per la Puglia cerca di non parlare perché noi non siamo il Sud abbandonato
    ALTRO CHE SUD ABBANDONATO: NOI SIAMO LA PUGLIA
    Ferrovie dello stato, 4 ferrovie in concessione (Sud Est, Bari Nord, Appulo Lucane, del Gargano) due grandi aereoporti civili, decine di aviosuperfici, 3 aereoporti militari, un aereoporto cargo, due grandi porti militari, 3 grandi porti civili, due autostrade, migliaia di chilometri di strade e super strade, 4 università pubbliche e una privata, ecc.
    ci sono criticità, da affrontare anche duramente, ma i problemi li abbiamo creati noi pugliesi e noi li dobbiamo risolvere

  • atregl

    PINO APRILE con questi toni neo borbonici i comizi da sciacallo falli a fare per altrs aprte del Meridione non per la Puglia

  • atregl

    PINO APRILE SULLA PUGLIA SMETTILA DI SPARARE CAZZATE NEOBORBONICHE

    ALTRO CHE SUD ABBANDONATO: NOI SIAMO LA PUGLIA
    Ferrovie dello stato, 4 ferrovie in concessione (Sud Est, Bari Nord, Appulo Lucane, del Gargano) due grandi aereoporti civili, decine di aviosuperfici, 3 aereoporti militari, un aereoporto cargo, due grandi porti militari, 3 grandi porti civili, due autostrade, migliaia di chilometri di strade e super strade, 4 università pubbliche e una privata, ecc.
    BASTA CON I PIAGNISTEI, CI SONO CERTEMENTE CRITICTA’ DA AFFRONTARE ANCHE CON DUREZZA MA NON SIAMO ALL’ANNO ZERO E BASTA CON LA RETORICA DEL SUD ABBANDONATO, SE CI SONO ERRORI SONO ERRORI PUGLIESI DAI TRASPORTI ALLE UNIVERSITA’ E NOI DOBBIAMO RISOLVERLI

  • atregl

    e impara che tra Bari e Napoli c’è la frana di Montaguto con tutto il sistema fluviale del Cervaro che richiederebbe per la nuova Bari Napoli (e lo dico così perché Bari è a Nord geograficamente di Napoli) risorse finanziarie che forse neanche i cinesi avrebbero in questo momento

  • atregl

    se Pino Aprile è pronto a dire che occorre una nuova ferrovia Bari Napoli con l’alta velocità allora va bene, perché le infrastrutture servono