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Visioni

Addio Lindsay Kemp, coreografo dell’incantesimo

Teatro. Rivelato con «Flowers», rilettura di Genet, maestro di Bowie, ha inventato tra infinite suggestioni universi e personaggi fuori da ogni genere (e gender)

Per conoscere Lindsay Kemp, mancato ieri a Livorno dove viveva e lavorava da diversi anni, la fonte migliore è un film di Theo Eshetu, Travelling Light (1992) che dell’artista inglese traccia un ritratto non di parole, interviste o archivi ma provando a restituire quel flusso di universi che ne attraversano l’opera. Perché Kent, nato nel 1938 a Cheshire, e cresciuto a South Shields in una famiglia proletaria (il padre era morto quando era piccolo), nella sua ricerca amava mischiare suggestioni artistiche diverse, danza, mimo, burlesque sfuggendo alle etichette di un «genere» (e di un gender) tra i suoi mille travestimenti....

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