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Visioni

Addio Elisabetta Imelio, l’energia punk

Musica. Morta a 44 anni l'artista di Pordenone: prima bassista dei Prozac+, band punk degli anni Novanta, e poi voce e basso dei Sick Tamburo

Elisabetta Imelio

Elisabetta Imelio

«Festeggeremo la fine della chemio/Fianco a fianco su quel palco/E starai bene sai e finirà anche il buio/Tante cose cambieranno» sono le parole che da domenica suonano ancora più struggenti, perché il brano La fine della chemio, nona traccia del quarto album dei Sick Tamburo, sembrava potesse essere una maniera per esorcizzare il cancro che aveva colpito Elisabetta Imelio nel 2015. Scritta e cantata da Gian Maria Accusani dopo la diagnosi della malattia di Elisabetta, e che lei stessa l’aveva definita su Vanity Fair «una bomba d’amore e di speranza», un regalo che voleva dedicare alle persone malate. E infatti, in collaborazione con tanti artisti italiani, da Jovanotti a Manuel Agnelli, nel 2018 ne era nata una versione del singolo per sostenere la squadra di canoa Donne in Rosa Lago Burida e l’A.N.D.O.S., associazione donne operate al seno, di Pordenone, città che l’aveva vista nascere e crescere, anche artisticamente.

MALGRADO tutto aveva continuato a suonare il basso quando possibile e a produrre dischi (con titolo altrettanto significativo: Paura e L’amore), come se l’energia creativa non fosse comunque mai messa in discussione. Con Eva Poles e Accusani aveva fondato nel ‘95 i Prozac +, che avevano il nome di un antidepressivo ma l’energia del pop punk di oltreoceano, e di cui era bassista e cantante. I ventenni di fine ’90 avevano finalmente avuto la conferma che essere giovani e di provincia non significava marcire in parabole conservatrici. Difficile non ricordare la sorpresa di vedere su MTV il tormentone Acida del disco quasi omonimo, emblema di una nuova sofferenza giovanile attraverso un affresco ruvido e immediato dell’alienazione e dell’omologazione di un’intera società (all’epoca però la si pensava solo giovanile). Un album che arrivò a essere addirittura boicottato, in quanto accusato di avere contenuti che istigavano il consumo di droga. Per i 20 anni del disco la band si era ritrovata al Mi Ami Festival e vista l’esplosività della performance si era sperato in un lieto fine. In tanti nelle ultime ore l’hanno ricordata, ma la sensazione di tanti fan l’ha forse descritta meglio di chiunque altro Accusani, che domenica mattina ha salutato l’amica e collega con un post che si chiude con: «C’è una strana calma ed è come se un’enorme mano ci accarezzasse il capo. È come se qualcuno ci volesse consolare. È come se qualcuno abbia iniziato a prendersi cura di noi».


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