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ADDIO ROSSANA ROSSANDA

La notizia è giunta all’alba del 20 settembre 2020. Nelle ore immediatamente successive sono arrivati i primi titoli dei giornali, i twit di molte personalità pubbliche, e le prime lettere di commiato.
In questo articolo c’è un po’ di materiale raccolto “a caldo” tra le innumerevoli e commosse reazioni alla sua scomparsa.
Inoltre linkiamo alcune video interviste a Rossana e una prima bibliografia delle sue opere e del suo pensiero.

La grande madre di una storia irripetibile

Norma Rangeri

Con Rossana che se n’è andata, se ne va anche una parte importante della nostra, della mia vita politica e personale. Avremo tempo per ragionare in modo più profondo sul lascito politico e culturale di una grande personalità della sinistra italiana come lei. Ma adesso, dopo la sua perdita, per chi ha condiviso con Rossana una lunga storia, sono i ricordi la materia viva, dolce, dolorosa, perfino traumatica che ci sommerge.

Una luce accesa sulla barra del tempo

Tommaso Di Francesco

Quella di Rossana Rossanda è una perdita che non poteva essere messa semplicemente in conto, nonostante le sue gravi condizioni fisiche e l’età. È, resterà una ferita aperta. Dopo l’ultima drammatica crisi economica de il manifesto alla fine del 2012, politica e generazionale, negli ultimi anni era tornata a scrivere e ad essere in qualche modo presente sul suo giornale con suggerimenti, consigli, lettere, interventi e interviste.

Le intense passioni di una donna austera

Luciana Castellina

L’ho vista per l’ultima volta giovedì, prima di ripartire per un altro comizio della campagna elettorale e referendaria in corso. Le piaceva che le raccontassi cosa succedeva, come si mettevano le cose in questo o quel posto. Perché Rossana, impedita a muoversi dal maledetto ictus che da tanti anni l’aveva paralizzata, continuava a girare per il mondo con la testa: il tavolo accanto al suo letto sempre carico di libri appena usciti

Sempre controcorrente, con lei e in sua memoria

Étienne Balibar

Addio Rossana Rossanda. Un’ispiratrice, una guida a un tempo esperta e benevola

Le domande di quei comunisti di nuovo conio

Lucia Annunziata

L’audacia del dubbio. Nella sua lunga vita, appassionata e densa, il ruolo di Rossanda dalla Resistenza, alla radiazione alla fondazione del manifesto, si svolge sempre intorno a quell’unica richiesta di chiarimento, a sé e agli altri: siamo stati di qua o di là del regno della morale? Abbiamo fatto scelte giuste per i nostri ideali, o siamo stati come tutti – ciechi e proni solo alle ragioni della realtà, del potere?

L’addio in piazza non è solo un ricordo

Eleonora Martini

In tanti a Roma per salutare Rossana in una serata di impegno, commozione e ricordi

Commenti

Il piccolo motore del Manifesto e la scintilla del movimento operaio

Massimo Serafini

Non sorprende, ma comunque emoziona e fa piacere lo straordinario e diffuso riconoscimento avuto da Rossana dopo la sua morte. Mi ostino a pensare che[...]

Editoriale

Ciao Rossana. Un reportage fotografico

Marco Cinque

Ritratti individuali e collettivi di un addio commosso. Il saluto a Rossana Rossanda che si è tenuto il 24 settembre a Roma è stato[...]

Rubriche

Rossana Rossanda e gli studi di estetica

Alberto Olivetti

Un elenco di autori. Simmel, Cassirer, Panofsky, Riegl. E ancora: Warburg, Woefflin, Dvorak, Schlosser, Fiedler. In quei mesi, tra i diciotto e i vent’anni,[...]

L'Ultima

La «casa» di Rossana

Roberto Maggioni

Milano ha ricordato Rossana Rossanda nella sua Casa della Cultura, in quella stanza al piano interrato di via Borgogna 3 che Rossanda ha contribuito[...]

Commenti

Rossana e le lotte operaie alla Montedison di Castellanza (e non solo)

Le compagne e i compagni del Centro per la Salute G. A. Maccacaro di Castellanza

La storia delle lotte operaie della Montedison di Castellanza a cavallo degli anni ‘70 – ‘80 è anche quella di Rossana Rossanda e del[...]

Commenti

Rossanda e altrove

Franco Borelli

Quando, dove? Decenni di condivisone ideale e culturale,  un po' meno politica, alle volte, mi rendono meno facile sottolineare incontri diretti e convergenze/divergenze con[...]

Commenti

Il “capolavoro” culturale di Rossana Rossanda

Ferruccio Capelli

Domenica mattina Rossana Rossanda ci ha lasciato. A 96 anni, dopo una vita tutta segnata dall'impegno pubblico. Non aveva neppure vent'anni quando entrò nella[...]

Commenti

Una militante combattiva e appassionata

Famiano Crucianelli

Si è scritto e si è detto tantissimo di Rossana Rossanda, così è stato anche nella bella iniziativa di giovedì 24 settembre a Roma. Pure[...]

Le sembianze di una gradevole utopia

Vincenzo Vita

È stata una caposcuola. In un partito-giornale ricco di figure di prim’ordine, impreziosito da espressioni del dissenso cattolico come Lidia Menapace e da una parte di Avanguardia Operaia, era un riferimento

Cercando la «cosa» chiamata comunismo

Marco Bascetta

Elezioni. La vittoria di Giani nasce solo negli ultimi tre giorni, da uno scatto finale di mobilitazione democratica, da un livello di partecipazione molto elevato; dal timore diffuso che le bandiere leghiste potessero davvero piantarsi in terra toscana

Un magico equilibrio di rettitudine e intelligenza

Ginevra Bompiani

In lei, la passione politica sopraffece la passione estetica e letteraria. Ma restò sempre una grande letterata, in ogni parola politica c’era il fiato, l’alone di quella passione messa a tacere

Il suo insegnamento è il valore fondante dell’uguaglianza

Luigi Ferrajoli

Le leggi non scritte di Rossana, come spesso diceva, sono le tre parole della Rivoluzione francese, da lei concepite come tra loro strettamente connesse

Rossanda e altrove

Franco Borelli

Quando, dove? Decenni di condivisone ideale e culturale, un po’ meno politica, alle volte, mi rendono meno facile sottolineare incontri diretti e convergenze/divergenze con Rossanda, troppo “irraggiungibile” quando l’ho conosciuta e poi seguita appassionatamente solo da lontano

La politica come educazione sentimentale

Alfonso Gianni

Appena ho appreso della morte di Rossana Rossanda, mi sono venute in mente le ultime parole che mi disse al termine della manifestazione alla Casa delle Donne cui volle generosamente partecipare per non fare mancare il suo sostegno di “comunista femminista” alle candidate della lista della Sinistra alle elezioni europee.

Il “capolavoro” culturale di Rossana Rossanda

Ferruccio Capelli

L’articolo. La “ragazza del secolo scorso” e la Casa della Cultura di Milano

Rossana e le lotte operaie alla Montedison di Castellanza (e non solo)

Le compagne e i compagni del Centro per la Salute G. A. Maccacaro di Castellanza

La storia delle lotte operaie della Montedison di Castellanza a cavallo degli anni ‘70 – ‘80 è anche quella di Rossana Rossanda e del gruppo del Manifesto

Quel pensiero critico che ci appartiene

Norma Rangeri

Quando Rossana Rossanda decise di andar via dal manifesto, nel 2012, accadde qualcosa di impensabile: la madre che lasciava il figlio – il giornale – al suo destino. Ho ricordato spesso quanto fu traumatico quel distacco: per lei, per me, per la redazione, per le lettrici e i lettori, per i militanti di una storia politica lunga

Una militante combattiva e appassionata

Faminano Crucianelli

Dal 1970 e per un decennio Rossana si occupò con cultura e intelligenza dei movimenti e dell’organizzazione prima del Manifesto, poi del Pdup

GUARDA

Una grande storia - L'ultimo saluto a Rossana Rossanda

Il video integrale del saluto pubblico a Rossana Rossanda che si è tenuto il 24 settembre a Roma, in piazza Santi Apostoli.

La scaletta degli interventi: Luciana Castellina, Filippo Maone, Ninetta Zandegiacomi, Aldo Tortorella, Emanuele Macaluso, Fabio Mussi, Norma Rangeri, Maurizio Landini, Maria Luisa Boccia, Antonio Bassolino, Franco Cavalli, Argiris Panagopoulos, Fabrizio De Sanctis, Doriana Ricci, Ida Dominijanni, Ginevra Bompiani, Stefano Iannillo, Gabriele Polo, Luciana Castellina.

ASCOLTA

L'intervista su Radio 3 Rai - "Il terzo anello - I luoghi della vita"

Federico De Melis e Roberto Andreotti incontrano Rossana Rossanda per parlare di marxismo all’interno del Pci e del gruppo del Manifesto.
La scrittrice e giornalista racconta la sua formazione, l’adolescenza a Venezia e il rapporto con la città. La Resistenza e il dopoguerra a Milano, l’iscrizione nel 1946 al Partito Comunista, l’esperienza della Casa della cultura milanese nel 1948. Infine il rapporto di amicizia con Luigi Pintor e la fondazione del quotidiano il manifesto.

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Una giornata meravigliosa con il profumo delle petunie

Rossana Rossanda

Per il compleanno di Luciana Castellina. La nostra amicizia, la nostra giovinezza e gli anni maturi. E un carattere – il suo – sempre propenso a sottolineare le cose belle

Luigi Pintor, Rossana Rossanda, Lucio Magri

Il successo di un gruppo omogeneo d’ispirazione comunista

Rossana Rossanda

50 anni dalla nascita della rivista il manifesto. Il bacino di interesse era offerto dal Pci ormai maturo per una discussione libera, alimentata anche dall’infrangersi della compattezza dei partiti comunisti

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Berlinguer, un comunista particolare

Rossana Rossanda

In questi giorni è uscito su Repubblica, a firma di Eugenio Scalfari, un ricordo molto amichevole di Enrico Berlinguer. Mi permetto però di osservare che egli non avrebbe accettato la definizione di “liberale” che ne dà Scalfari

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La chiesa, lo stato e la libertà di scelta delle donne

Rossana Rossanda

Anche io partecipo alla protesta delle amiche che si sono indignate per la scelta del Comune di Verona e della rappresentante del Pd in esso: toccare la legge 194 significa abolire tutto quel che si è cercato di fare per difendere le donne dagli aborti clandestini

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Il figlio del secolo e la degenerazione della politica

Rossana Rossanda

Quel che esce bene dal primo volume del libro di Scurati, e che è importante ancora oggi, è la tiepidezza con la quale l’Italia, e non soltanto Facta, hanno permesso che il fascismo si sviluppasse.

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Il veterocomunismo della lotta armata

Rossana Rossanda

L’editoriale del 2 aprile 1978. Il coraggio di dirsi «verità sgradevoli» anche nei momenti più difficili. Con la morte di Togliatti nel Pci cessa qualsiasi analisi della Dc. Il compromesso storico nasce dai concetti approssimativi di un partito comunista debole

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Per un Marx al presente

Rossana Rossanda

C’è da chiedersi quanto, perfino nelle meno odiose tra le società occidentali, non siano stati visti i bisogni operai in crescita intellettuale e morale rispetto ai loro bisogni materiali, affidati essenzialmente alla distribuzione.

Sul trespolo nella redazione de «la Repubblica» non c’è un merlo, ma un condor, il rapace che si nutre delle carcasse degli animali. Un merlo proprio no, lui è gentile e squillante, ha un becco giallo certo da furbo ma consapevole, di uno che la storia la conosce al volo. E invece no, chi ha firmato ieri «Cucù» – la rubrichetta sedicente ironica – vale a dire Francesco Merlo, è stato sfacciatamente ignorante e menzognero nel mostrarsi a tutti i costi «controcorrente» rispetto ai ricordi affettuosi e positivi, e da molte parti, per Rossana Rossanda.

Libertà del dissenso, ricerca di liberazione

Fausto Bertinotti

Rossana ha dimostrato che ciò che era sembrato impossibile nelle organizzazioni del movimento operaio, come in una sorta di aut-aut della storia, poteva diventare possibile, si poteva cioè conciliare la fedeltà con la libertà.

Una marxista che diffidava del marxismo

Paolo Virno

Rossana è stata una marxista che, diffidando del marxismo, leggeva Marx. Intuì che negli anni ’60 e ’70 vi fu il primo e unico tentativo di rivoluzione comunista all’interno di un capitalismo pienamente sviluppato: quindi il primo e unico tentativo di rivoluzione propriamente marxiano. Marx non ridotto a Gramsci, per dirla tutta.

Ci ha insegnato a lottare sempre per i diritti

Luigi De Magistris

Il manifesto lo leggo da quando avevo 16 anni. Ho amato il pensiero antagonista anche grazie a Rossana. Se ne va un pezzo del comunismo libertario. Al manifesto va il mio pensiero con l’augurio di non perdere mai la voglia di lottare per i diritti.

La politica come educazione sentimentale

Alfonso Gianni

Quell’insegnamento contenuto nel suo libro Un viaggio inutile, sull’esperienza spagnola: “Una società, come del resto un uomo, – scrisse nel 1981 – non si pensa se non per cambiare. Se no, diventa indecifrabile a se stessa, come un burattino disarticolato”.

I DUE ARTICOLI SULL'«ALBUM DI FAMIGLIA»

Citati spesso, anche a sproposito negli ultimissimi giorni, questi due articoli sulle Br, il Pci e la Democrazia cristiana pubblicati su il manifesto nel 1978, durante il sequestro Moro, generarono – e generano ancora oggi – polemiche feroci. Li ripubblichiamo nella loro interezza, per restituirne intera la loro complessità.

Il discorso sulla Dc

Rossana Rossanda - da «il manifesto» del 28 marzo 1978, ripubblicato sull’edizione in edicola il 17 marzo 2018

Il 28 marzo 1978, in pieno sequestro Moro, Rossana Rossanda pubblica sul manifesto questo corsivo intitolato «Il discorso sulla dc» con la celebre (e incompresa) affermazione sull’«album di famiglia» e le Br.

L’album di famiglia

Rossana Rossanda - da «il manifesto» del 2 aprile 1978, ripubblicato sull’edizione in edicola il 17 marzo 2018

Nei giorni successivi piovvero critiche, a cui rispose con un articolo più lungo del 2 aprile successivo intitolato esplicitamente «L’album di famiglia».

Se vincono i militari non sarà un cambio della guardia a Palazzo. Sarà il massacro

Rossana Rossanda - 18 ottobre 1971, Santiago del Cile

Questa conversazione si è svolta al Palazzo presidenziale della Moneda, a Santiago del Cile, ai primi di ottobre del 1971, circa un anno dopo l’ascesa al potere di Unidad Popular con la vittoria di Salvador Allende, socialista, alle elezioni presidenziali del 1970. Essa si colloca alla fine della fase felice dell’esperienza cilena. Ma è terribilmente profetica.

Il volume che raccoglie tutte le interviste dei primi anni del manifesto è disponibile sullo store

store.ilmanifesto.it

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