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Cultura

Adania Shibli, deserti dolorosi e amore dei margini

GEOGRAFIE. Intervista con la scrittrice palestinese sul suo ultimo romanzo «Un dettaglio minore», edito in Italia da La Nave di Teseo. «Nel mio libro mi sono interrogata sul linguaggio, quello di chi non ha potere e di chi invece ce l’ha. Ho iniziato a scrivere racconti da quando sono bambina. Sono sempre i miei compagni, mi insegnano come vivere. Il romanzo arriva da altro, una domanda esistenziale»

Agosto 1949. È trascorso un anno e mezzo dalla nascita dello Stato di Israele e il dissolvimento della nazione palestinese. In Negev, il deserto meridionale, l’esercito israeliano pattuglia quello che fino a poco tempo fa era casa di decine di migliaia di palestinesi beduini. È alla caccia di arabi ancora vivi, la cui stessa esistenza è minaccia esistenziale a quella del colonizzatore. Ne trovano, disarmati, sotto l’ombra vivifica di una piccola oasi. Li uccidono. Risparmiano solo una giovane, ma è solo questione di tempo. Il giorno dopo, la stuprano nel campo militare e la uccidono. Un vago oggi, senza riferimenti...

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