closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lavoro

Acciaierie di Piombino, il grande nulla

Aggrappati all'acciaio. Primo Maggio all'ingresso dello stabilimento, lì dove da quasi due mesi c'è il presidio permanente degli operai. Ma dopo sette lunghissimi anni dalla chiusura dell'altoforno, nulla si muove per assicurare un futuro ai 3mila addetti diretti e dell'indotto di quello che era il secondo polo siderurgico italiano. Nonostante che Jindal sia considerato inaffidabile perfino dal governo.

Una delle tante manifestazioni a sostegno del lavoro

Una delle tante manifestazioni a sostegno del lavoro

Dopo sette lunghissimi anni dalla chiusura dell'altoforno per decisione governativa (“L'azienda era in perdita...”), gli operai superstiti delle Acciaierie e l'intera Piombino non hanno alcunché da festeggiare, nemmeno in una giornata come il Primo Maggio. Per la Festa dei lavoratori e delle lavoratrici arriva in città Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana, a una iniziativa confederale unitaria organizzata all'ingresso dello stabilimento in Largo Caduti sul lavoro, lì dove da quasi due mesi c'è il presidio permanente dei lavoratori alla portineria della fabbrica. Ma difficilmente il dirigente sindacale potrà dire qualcosa di nuovo ai 1.700 addetti diretti rimasti in forze...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi