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Cultura

Accarezzando le ossa di mia madre

Letteratura latinoamericana. «Aparecida» della scrittrice e militante argentina Marta Dillon, per gran vía. Il libro muove dai «resti» di Marta Taboada, avvocata del Frente Revolucionario 17 Octubre, sparita nel ’76. Diverse le strategie testuali e i generi messi in campo: dall’autobiografia alla cronaca, dal diario intimo all’investigazione, fino al saggio sulla storia politica di un paese tormentato

Un’immagine di Marta Taboada, la madre dell’autrice di «Aparecida», tratta dall’archivio che porta il suo nome

Un’immagine di Marta Taboada, la madre dell’autrice di «Aparecida», tratta dall’archivio che porta il suo nome

«Mia madre era desaparecida. Ora non più». È con questa frase che si potrebbe riassumere Aparecida di Marta Dillon (pp. 225, euro16), pubblicato in Argentina nel 2015 e oggi edito da gran vía nell’ottima traduzione di Camilla Cattarulla, autrice anche dell’accuratissima e approfondita prefazione. Giornalista e sceneggiatrice che ha diretto per il quotidiano Pagina/12 il supplemento Soy, dedicato all’universo Lbgtq, e che ora si occupa di Las 12, inserto femminista del medesimo giornale, Dillon è una delle fondatrici del movimento Ni Una Menos e membro di Hijos (Hijos y Hjas por la Identidad y la Justicia contra el Olvido Y...

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