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Reportage

Accademia disubbidiente

#ilmanifesto50. La ragione della lunga esistenza del manifesto è proprio in quella capacità, coltivata da una ricerca sulla propria identità, di dire «no». Il lavoro come palestra d’identità, una riunione di redazione inclusiva, tantissime donne, nuvole di fumo, nessuno esente dal parlare, nessuna sciocchezza perdonata

Lucia Annunziata

Lucia Annunziata

Al manifesto ho imparato. Molto di quello che so del giornalismo, molto di quello in cui ancora credo in politica, e abbastanza, quel che serve, di come si cresce. Se dovessi oggi rispondere, 50 anni dopo, e i ricordi sono tutti vivissimi e colpiscono come un’imboscata, alla domanda «cosa è stato il manifesto direi "qualcosa di molto simile a un’Accademia militare"». In quegli anni scapigliati, c’era un senso di ordine, di principio, che muoveva quell’esperienza. Un rapporto molto netto, verticale, benevolente ma indiscutibile, fra la generazione degli anziani (così ci apparivano allora, in realtà quarantenni) e i ventenni: il lavoro...

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