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Europa

A un mese dalla Brexit, Johnson incassa una vittoria

Guerra dei vaccini. Il brutto pasticcio Ue sui controlli alla frontiera fra le due Irlande, poi ritirati, ha riattizzato il nazionalismo britannico

Il porto di Larne in Irlanda del Nord, in basso Boris Johnson

Il porto di Larne in Irlanda del Nord, in basso Boris Johnson

A voler essere pedanti, la parola “vaccino” significherebbe “di vacca”, anche se dopo il dietrofront dell’Unione Europea sul blocco doganale del confine nordirlandese - prima annunciato poi immediatamente ritirato - sarebbe forse più appropriato dire “in vacca”. Così, a un mese esatto dallo scoccare definitivo e irreversibile dell’ora Brexit, ecco che la schadenfreude - quel meschino e più che mai piccolo-borghese sentimento di soddisfazione per le sventure del proprio rivale, nemico, concorrente - fiorisce puntualmente a Londra in gran copia. Un po’ come i narcisi prematuri di questo ex-inverno globalmente riscaldato. In una situazione cosiddetta “normale”, l’imbarazzante contorsionismo di Bruxelles...

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