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L'inchiesta

A Roma è popolare, a Berlino è sociale: l’alloggio che non c’è

Casa. Lo stallo italiano a confronto con il modello francese e tedesco basati su servizi sociali integrati e azzeramento dell’evasione. I nodi: gli abusivi, il limite del reddito e il sistema dei sussidi e del welfare. Nella «città eterna», al ritmo attuale ci vorrebbero 35 anni per smaltire i 16.000 nuclei in lista di attesa

Il murales del duo polacco Etam Cru a Torpignattara, Roma

Il murales del duo polacco Etam Cru a Torpignattara, Roma

A Roma l’amministrazione capitolina assegna 490 case popolari all’anno: al ritmo attuale ci vorrebbero circa 35 anni per smaltire i 16.000 nuclei in lista che nel frattempo continuerebbero a crescere in modo esponenziale. Cerchiamo di capire la natura di questo blocco, senza risolvere il quale è impossibile ogni politica per la casa. Vanno analizzate le ragioni dello stallo della macchina politico-amministrativa rispetto alla gestione delle case popolari. A questo scopo risulta utile fare un confronto con il modello tedesco operante a Berlino e con quello francese funzionante a Parigi. Emerge così che, senza un sistema integrato di servizi sociali e...

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