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A proposito di interviste di un «uomo di Stato in pensione»

Massimo D'Alema. Nei recenti interventi l'uomo politico di lungo corso presenta una narrazione largamente monca

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Leggendo le interviste rilasciate in questi giorni da Massimo D’Alema notavo come le sue affermazioni mancassero della base argomentativa fondamentale per un «uomo di Stato in pensione» (così si è definito), cioè non fossero frutto di un’analisi a «tutto tondo», bensì di una narrazione largamente monca. Le ragioni dei larghi vuoti di questa narrazione mi sembrano emergere con chiarezza da alcune riflessioni di Fabio Mussi. Mussi ha concluso un saggio pubblicato nel 2016 (Il gioco della zara) con queste parole: «Appartengo ad una generazione, nata nel dopoguerra, che evidentemente non ha retto la prova del potere. Ma la storia non...

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