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Internazionale

A Losanna il “dialogo”, in Siria le opzioni militari

Medio Oriente. In Svizzera riprende il negoziato ma le parti dicono già di non avere idee nuove. Parlano le armi: gli Usa pensano a reazioni armate, Mosca dispiega le truppe a tempo indeterminato. E la Turchia prova ad avvicinarsi ad Aleppo usando l'Isis

La città di Aleppo

La città di Aleppo

La Siria ieri è tornata in Svizzera, a Losanna. Probabilmente la città è una delle poche cose ad essere cambiata in questo round di negoziati. L’altra è il numero degli invitati: alla due giorni svizzera ci sono solo Usa, Russia, Iran, Qatar, Arabia Saudita, Iraq, Giordania, Egitto e Turchia. Non ci sono europei né siriani, governo o opposizioni (l’Alto Comitato per i Negoziati, interlocutore dall’Occidente sebbene formato da esiliati ormai lontani o sconosciuti al popolo o da salafiti e islamisti vicini all’ex al-Nusra). Non è cambiato, invece, l’approccio tanto che il segretario di Stato Kerry e il ministro degli Esteri...

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