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Visioni

A Grado il jazz torna dal vivo

Musica. Una edizione marcatamente retromaniaca, come direbbe il critico Simon Reynolds, con tributi alla canzone brasiliana, al songbook jazz, ad Aretha Franklyn, al canzoniere italiano e infine a David Bowie.

Brad Meldau

Brad Meldau

Una edizione marcatamente retromaniaca, come direbbe il critico Simon Reynolds, con tributi alla canzone brasiliana, al songbook jazz, ad Aretha Franklyn, al canzoniere italiano e infine a David Bowie. “È una scelta consapevole e meditata. L’imperativo oggi è riportare la gente ai concerti; solo così si possono ricreare le condizioni per consentire nuovi sguardi e nuove musiche”. Così motiva il programma, Giancarlo Velliscig, direttore artistico di Grado Jazz. Una scommessa vinta visto l’ottimo afflusso di pubblico suggellata con un rotondo tutto esaurito per la serata finale con Paolo Conte. Ma la musica come è stata? Nel jazz conta più il come...

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