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Cultura

A. A. Dhand e le identità a confronto del noir postcoloniale

L'intervista. Parla l’autore di «La città del peccato», pubblicato da Sem. Le indagini del detective sikh Harry Virdee a Bradford epicentro delle tensioni comunitarie britanniche. «Non importano religione o tradizioni d’origine, i protagonisti dei miei romanzi lottano perché tutti abbiano giustizia in questo Paese»

Un’opera esposta alla Queensland art gallery

Un’opera esposta alla Queensland art gallery

I personaggi dei suoi romanzi sono fieri sikh che continuano a nascondere i lunghi capelli sotto il turbante ma masticano ormai da una vita l’inglese come fosse cartavetrata, con l’accento scontroso e asciutto del profondo Yorkshire. O sono giovani asiatiche che escono di casa indossando i castigati abiti tradizionali per poi cambiarsi nel primo bar per mettere leggins aderenti e magliette scollate. Oppure sono come il detective della omicidi Hardeep Virdee, per tutti semplicemente Harry, e sua moglie Saima, sikh il primo e musulmana la seconda, che per il solo fatto di amarsi, contravvenendo alle rigide norme non scritte, ma...

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