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Nuvoletta rossa

Sotto un sole molto dark: il “verano obscuro” di Bel-Ami Edizioni

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È un fumetto che potrebbe piacere a David Cronenberg, Hermano. Al regista canadese, o al duo Jodorowski/Moebius, cui pure rimanda l’uso narrativo dei pieni e dei vuoti, la rarefazione estrema di interni ed esterni, la compenetrazione totale e totalizzante fra sceneggiatura e tratteggi. Una storia underground che ha il sapore solare ma oscuro di tanta narrativa sudamericana, da Rulfo a Borges a Castaneda, e l’estetica teratologica e acida di tanta illustrazione latina, da Salinas a Breccia a Claudio Romo. È, soprattutto, un dittico di sogni agitati creati dai due autori completi Dario Fantacci e Pedro Mancini sulla misconosciuta rivista argentina Ultramundo, e ispirati dalla lettura di Burroughs, direttamente evocato in una concettosa e affascinante apparizione cameo. Il resto sono visioni di una realtà parallela, teatro esistenzialista in contrastatissimo bianco e nero che mescola divinità precolombiane comicamente disturbanti e tagli di luce à la Dreyer, maschere lombrosiane e cappelli a cilindro, levitazioni in bello stile Bande Dessinnée anni settanta e metafore nerissime della tirannia di Jorge Videla. E una trama impossibile da riassumere in poche parole che esplora il tema immarcescibile del doppio senza “doppi fini” didattici, puntando tutto sul potere perturbante delle immagini, in una scommessa che sorpassa a sinistra le suggestioni surrealiste di Paco Roca e Sebastiano Vilella regalando al lettore salutari, liberatorie zampate di horror psicologico pronte a diradarsi in un happy end sui generis.

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Diverso è il caso di Altre storie brevi e senza pietà di Marco Taddei e Simone Angelini, seguito ufficiale del volume (quasi) omonimo del 2012 con cui condivide il Dna e lo humour senza sorriso. Otto short stories sulla patologia del quoridiano che aggiornano ai nostri tempi le atmosfere dei racconti fantastici dei vari Buzzati, Matheson, Bukowski. Allegorie modernissime, estreme, come quella della mosca saprofaga che cresce a dismisura a spese del suo sventurato ospite fino a raggiungere la consapevolezza necessaria e sufficiente ad aprire un profilo Facebook. O quella del travet finito all’inferno e costretto a combattere all’infinito contro la sua condizione di schiavo remunerato del turbocapitale. O ancora, quella del giornalista alle prese con un’intervista a una morte fra Il settimo sigillo di Bergman e i cartoni animati di The Grim Adventures of Billy & Mandy. Racconti volutamente scabri, antispettacolari, tutti in levare, che stanno ai classici disegnati del brivido come i dischi dei Radiohead al rock progressivo, e trovano il loro punto di forza in una narrazione sottile, straniante e genuinamente dark.

Due volumi assolutamente agli antipodi per approccio grafico, respiro narrativo e senso ultimo, come a oggettivare il gioco di opposti fra vita e morte, apertura e chiusura, speranza e nichilismo, euforia e depressione. Due letture agli antipodi, però accomunate da dettagli che contano: la comune appartenenza al catalogo di una casa editrice piccola ma dotata di gran carattere, la Bel-Ami. E il prezzo di copertina assolutamente concorrenziale rispetto alla qualità dell’offerta, dieci euro ben spesi. Lo dice anche il meteo, che è una stagione anomala e misteriosamente uggiosa: vista l’aria che tira, meglio adeguare alla bisogna anche i libri delle ferie. Chi se le può permettere, ovviamente.