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Visioni

Il canto di sofferenza dell’uomo senza libertà

JazzSet. Un libro riscoperto grazie al film di Steve McQueen, una riflessione sulla schiavitù

«La fotografia e il cinema sono diventati i principali modelli attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo che ci circonda. Se qualcosa non è rappresentato per immagini, non esiste. Al giorno d’oggi c’è quasi bisogno che venga girato il film perché il libro venga letto». Così ha scritto la produttrice cinematografica (nonché moglie del regista Steve McQueen) Bianca Stigter. In effetti dopo l’uscita della pellicola 12 anni schiavo diretta da McQueen è iniziata la ristampa del volume scritto in origine da Solomon Northup insieme a David Wilson e pubblicato nel 1853, un anno dopo La capanna dello zio Tom...

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