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Cultura

Gli orrori del fascismo di frontiera all’origine della tragedia delle foibe

Novecento. Il «Giorno del Ricordo» coincide quest’anno con l’ottantesimo anniversario dell’invasione della Jugoslavia. L’occupazione dell’Asse costò la vita a un milione e mezzo di persone. Alla fine del conflitto nessun italiano, pur iscritto nella lista dei criminali di guerra, fu mai processato

Marzo 1941, le truppe italiane partecipano all’invasione del Regno di Jugoslavia

Marzo 1941, le truppe italiane partecipano all’invasione del Regno di Jugoslavia

Italijanski palikuci (italiani brucia case) gridavano i civili quando nel 1941 le truppe del regio esercito e i «battaglioni M» invasero la Jugoslavia per concludere l’occupazione dei Balcani avviata con le aggressioni di Albania e Grecia nel 1939-40. Lungi dall’essere «italiani brava gente», come la narrazione autoassolutoria del dopoguerra avrebbe affermato come dogma intangibile dell’elusione della «colpa», i militari del re e di Mussolini venivano così apostrofati per l’uso sistematico dei lanciafiamme contro le case dei civili sfollati, fucilati o deportati nei campi di internamento in applicazione delle misure di controguerriglia antipartigiana che l’Italia avrebbe conosciuto con l’occupazione nazista. L’OTTANTESIMO...

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