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Editoriale

Candidiamo Tsipras alle europee

Elezioni. Lo spazio di una sinistra tra il Pd e il M5Stelle

Il leader di Syriza Alexis Tsipras

Le prossime elezioni europee sono un appuntamento importante per cercare di invertire la rotta delle politiche di austerità e arginare la ventata populista che rischia di far vincere in molti paesi la destra, i partiti anti-europeisti e le forze xenofobe. È in Europa che si gioca la partita decisiva sulle politiche necessarie per uscire dalla crisi. Lo scenario, ancora oggi, è quello delle politiche liberiste e rigoriste che hanno fatto della spesa pubblica il nemico principale, del lavoro una merce a disposizione delle imprese, del welfare una elargizione compassionevole, dell’ambiente una variabile del modello produttivo.

Le politiche europee liberiste e rigoriste di questi anni hanno dato fiato al populismo e all’anti-europeismo. Il binomio tecnocrazia oligarchica-populismo xenofobo ha stretto in una tenaglia asfissiante la democrazia, la politica, la rappresentanza ed il ruolo delle istituzioni elettive. Stritolando il modello europeo della coesione sociale, del welfare dei diritti, della democrazia rappresentativa. La sinistra moderata europea ha esercitato un ruolo subalterno alle politiche dell’austerità e non è riuscita a prospettare una visione e delle conseguenti politiche radicalmente diverse.

La sinistra radicale in molti paesi europei non è riuscita a prospettare un’idea di cambiamento dell’Europa fondata su alternative percorribili, non ideologiche, lontane da un pregiudizio anti-europeo. Però, in Grecia, Syriza ha esercitato un ruolo importante nel fornire un punto di riferimento politico e culturale contro politiche di austerità e nel prospettare ma via d’uscita dal vicolo cieco del liberismo.

Bene ha fatto Vendola a sottolineare sul manifesto l’esistenza, anche per la sinistra italiana, di uno spazio tra Schultz e Tsipras, rilevando l’importanza sia dell’approccio critico del presidente tedesco contro l’austerità che della visione alternativa del leader greco contro l’Europa delle tecnocrazie e delle oligarchie. Questo spazio politico europeo, nella costruzione di pratiche e politiche di alternativa, può trovare una concreta declinazione in Italia con la costruzione di un’iniziativa che ci porti alle elezioni europee con un nuovo e generoso protagonismo di Sel. Nessuna entrata nel Pd, né patti federativi con chi ha sposato e pratica le larghe intese sono possibili. Lo scenario prevedibile, senza una proposta innovativa di cui Sel deve e può essere portatrice è quello già visto alle ultime elezioni europee: tre-quattro liste alla sinistra del Pd che non superano il 4% con l’effetto di disperdere un bacino potenziale del 7-8% di elettorato ostile alle politiche di austerità o che potrebbe esser risucchiato dal astensione e dalle liste Movimento 5 Stelle.
La strada possibile per il prossimo appuntamento europeo è quella di una lista elettorale fatta da personalità della società civile e dei movimenti, proposta già indicata da Barbara Spinelli e altri, per dare rappresentanza a una “altra Europa” che deve far tornare a sentire la sua voce a Strasburgo e a Bruxelles. È una prospettiva che ci viene dalle reti alternative degli economisti europei -come quelle animate da Sbilanciamoci- dai movimenti sociali anti-liberisti, dalle mobilitazioni di questi anni. Sel potrebbe in questo modo assumere un ruolo importante nella ricostruzione -in Europa- di uno spazio politico radicale e riformista che si tiene alla larga sia dalla filosofia delle larghe intese (che imperano anche in Europa) sia da un anti-europeismo ideologico e sterile.

Questa prospettiva può anche dare a Sel -in previsione del congresso che inizierà venerdì prossimo- la forza per riprendere il lavoro di costruzione di una soggettività a sinistra – tra il Pd e il Movimento 5 Stelle – autonomo, capace di aggregare nuove forze, radicale e riformista che mette al centro il lavoro, l’ambiente, i diritti e la pace. In questi mesi Sel ha fatto battaglie importanti: ha presentato alla Camera un importante Piano del lavoro e per un New Deal europeo unendo la battaglia per il reddito di cittadinanza a quella per il lavoro. E’ stata in prima fila nella mobilitazione contro gli F35, per la cancellazione della Bossi-Fini e la chiusura dei Cie, ha presentato una legge,sempre più urgente, sulla rappresentanza, per il diritto di voto alle lavoratrici e ai lavoratori. Sel ha svolto durante la legge di stabilità una battaglia significativa che ha strappato finanziamenti per il diritto allo studio, la cooperazione internazionale, i contratti di solidarietà, il trasporto pubblico locale.

Da qui bisogna ripartire per sconfiggere la politica delle larghe intese e per costruire anche in Italia un alternativa di governo che ha bisogno di uno spazio politico autonomo e radicale della sinistra che faccia del lavoro, della democrazia e dei diritti le sfide su cui costruire la prospettiva del cambiamento in Italia. Per fare questo serve una grande campagna di ascolto e di partecipazione, la costruzione di cantieri di quella sinistra diffusa – non reducista e ideologica, che ci faccia uscire da un ” aventino all’incontrario” in cui rischia di restare impantanata oggi l’azione politica di Sel e sulla base della quale ricostruire la prospettiva di una sinistra senza aggettivi che trovi lo spazio che ha e si merita in questo paese.

  • Simone

    Se pensate che Sel faccia da contenitore a questa nuova sinistra siete fuori strada. Non sprecate tempo e carta con queste baggianate. Se sarà sinistra, se sarà nuova, nessuno si sognerà di votare Sel – e lo stesso può dirsi delle ‘vecchie’ sigle, ma pare evidente che Sel sia la più opportunista, e quindi la più spudoratamente conservatrice, di tutte quante.

  • Marco S.

    La ragione sociale di Sel è l’accordo con il Pd (e con questo Pd, quello delle politiche liberiste che ci ammorbano da tempo, non con un altro Pd, che non esiste). Si tratta di un accordo in posizione subordinata: chi va al governo col Pd (e per questo solo è nato ed esiste) ci va a fare le politiche del Pd. Punto. Alla luce di ciò, che a me sembra evidente, non so se definire la posizione di Airaudo e Marcon poco realistica (non se ne sono accorti?) o poco onesta (non vogliono accorgersene?).

  • Angelo

    Forse non sono né poco realistici né poco onesti ma vogliono cercare di cambiare l’orientamento di Sel dall’interno.

  • michele

    cari Compagn* de Il Manifesto,
    leggere un articolo che giustamente sostiene Tsipras e la Sinistra Europea (intesa come gruppo parlamentare europeo) e nelle stesse righe leggere questo sviolinamento a Sel, che invece sosterrà il Pse, che le politiche di austerità le ha portate avanti in tutta europa convintamente assieme alle larghe intese, non è quantomeno paradossale?
    Sel sosterrà il Pse non la Sinistra Europea, non Tsipras.
    è arrivato il momento di scegliere da che parte stare, e forse è il caso (!!!) di lavorare per una sinistra alternativa al Pd, cosa che Sel NON vuole (nè può) fare perchè sarebbe smentire la natura stessa per la quale è nata, cioè l’alleanza a tutti i costi con il Pd (persino con il Pd di Renzi!).
    Sel non confluirà nel Pd formalmente, ma è già di fatto la costola di sinistra del Pd, e in questi 6 anni non mi sembra che questa si sia rivelata una tattica vincente.
    Se si vuole ricostruire la sinistra lo si deve fare in alternativa al Pd oggi, e questo che piaccia o no Sel non ha la minima intenzione di farlo.
    Se volevate fare un articolo su Tsipras non era forse il caso di pubblicare la lettera inviata da Ferrero a tutte le forze sociali per la costruzione di una lista condivisa?
    Perchè tirare la volata a Sel parlando bene di Tsipras? è una mossa subdola che confonde le idee degli elettori e non rende verità.

  • michele

    bene tra poco c’è il congresso e vedremo quale sarà la linea.
    poi basta ste ambiguità però.

  • Giacomo Casarino

    “[…]l’esistenza, anche per la sini­stra ita­liana, di uno spa­zio tra Schultz e Tsi­pras […]” Ma a livello europeo, di gruppi parlamentari, questo spazio non esiste, SEL non può rimanere. oscillante, sospesa tra GUE e PSE. Insomma, due dati non si possono ignorare o, per rimestare l’acqua nel mortaio, far finta di ignorare, vale a dire omettere spudoratamente: 1) che la proposta di Tsi­pras presidente nasce dal Partito della Sinistra Europea (che fa riferimento al gruppo GUE); 2) che SEL preme per entrare nel gruppo del Partito Socialista Europeo. E’ una patente contraddizione: è SEL che deve scioglierla, a partire dai dati inconfutabili di cui sopra, non altri. Altrimenti confondiamo le acque, ciò che impedirebbe di dare alla candidatura Tsi­pras una valenza più larga, che superi gli steccati della forza politica che l’ha proposta.

  • Matteo Cereda

    Hai ragione Michele a dire che è arrivato il momento di scegliere. Un po’ di rispetto per un dibattito che dentro SEL è ancora aperto e che affronteremo al congresso. Ci sono molti iscritti che vogliono Sel nella Sinistra Europea (ad esempio qui https://www.facebook.com/SelxTsipras)

  • Matteo Cereda

    Prova andarti a vedere chi sono Airaudo e Marcon e cosa hanno fatto in parlamento.

  • michele

    Airaudo quello che un paio si mesi fa ha dato degli estremisti a quelli della fiom? bel rob!

  • Raffaele

    SEL? ma quale credibilità ha ancora SEL: gente che si muove a tentoni, un partito cieco che si affanna a trovare una propria collocazione solo per risolvere il problema del socialismo familiare. (Cos’è il socialismo familiare? il socialismo per il quale ila famiglia del “cerchio magico” vendoliano cercano di mettere il piatto a tavola)

  • Scipione

    ancora una volta ci si scaglia contro le politiche di austerità senza comprenderne le origini. Queste sono naturale conseguenza della moneta unica. Senza l’adozione di tali politiche avremmo debiti verso l’estero crescenti che sono la reale causa della crisi. Non si possono mettere in discussioni tali politiche senza aver messo prima in discussione l’euro.

  • Marcodm

    Meglio tardi che mai. Il primo problema è che Airaudo e Marcon sembra che non abbaino letto l’intervista a Vendola apparsa sul manifesto di qualche giorno fa. Il secondo problema è che non c’è traccia della proposta di una lista civica di sostegno a Tsipras fatta da Barbara Spinelli. Quasi nessuno ne parla, nemmeno il manifesto. Perchè?

  • Daniele Sgaravatti

    Forse Mauro tu vivi in un altro paese? SEL non ha sostenuto il governo Letta e neanche il governo Monti. Non ha mai fatto NESSUN governo con il PD.
    L’unico accordo mai esistito è quello elettorale fatto con Bersani. E io penso che fosse una scelta giusta. Se Bersani avesse vinto le elezioni, avremmo adesso un governo molto migliore di quello che abbiamo. Se SEL fosse rimasta fuori dal parlamento, avremmo un parlamento molto peggiore di quello che abbiamo.
    In ogni caso, ripeto, non c’è stato mai un accordo di governo, tantomeno per avallare politiche liberiste. Sarò il primo a criticare SEL se farà accordi con Renzi, ma per ora quello che scrivi è completamente privo di agganci con la realtà.

  • Pasquale Hulk

    Tante righe, tanti commenti e tante omissioni solo per parlare di beghe interne al partito di Vendola.
    Tsipras è stato proposto e votato quale candidato alla Presidenza della Commissione Europea della Sinistra europea su proposta di Rifondazione Comunista.
    Rifondazione Comunista è l’ideatore ed il motore di tutta la proposta politica anche in Italia ma guai a parlarne, soprattutto sul Manifesto.
    Se volete approfondire sul quando, dove, come, perché, con chi, per cosa:
    http://www.paoloferrero.it/2012/?p=11020
    https://it-it.facebook.com/pages/Paolo-Ferrero/88466229193

  • Simone

    No Matteo, non funziona così. Da parte di Sel, e sin dalla momento della sua nascita, le priorità sono state altre. E se si vogliono rinnovare i contenuti di questa sinistra non può certo farlo una forza ambigua come Sel. Se dovesse passare questa linea, la divisione, e lo spreco di vitali energie – che piaccia o meno – sarà garantito.

  • Bruno

    Concordo pienamente con Michele e non concordo affatto con la linea pro-SEL del giornale. Come si fa a dare credibilità politica a chi si è alleato con il PD dopo che questo ha votato tutte le peggiori porcate del governo Monti?

  • erverin irve

    Una dichiarazione di Vendola di qualche giorno fa «Sel ha una sua bussola che le ha consentito, sia pure come piccola creatura, di arrivare a destinazioni importanti. La bussola è dare qualità alla proposta programmatica e concretezza all’innovazione politica di cui si fa portatrice…>
    Ma quali qualita’ e concretezza, SEL la bussola l’ha persa completamente e da vario tempo e oggi piu’ di ieri va elemosinando appoggi a destra e a sinistra pur di non scomparire del tutto alle prossime elezioni politiche italiane e a quelle europee.
    Io credo,tuttavia che, né i veri socialisti greci di Syriza, né ancor meno la SPD tedesca, siano disposti a confondersi con SEL !

    .

  • Palestina Libera

    io credo che bisogna creare un nuovo soggetto politico a sinistra. I partitini come S.e.l.- P.r.c. ed altri dovrebbero sciogliersi per dare vita ad una costituente di sinistra libera dalle logiche di segreteria e di apparato. Poichè nessuno sembra fare un passo indietro per queste europee io auspico la nascita di una compagine elettorale solo per l’europee con l’obiettivo di sostenere la sinistra europea. Tanto Sel e Prc non andranno comunque oltre il 2% hanno perso credibilità. S.e.l. in parlamento è quasi inesistente, completamente oscurata dai grillini decisamente molto più attivi mentre il P.r.c.(ormai ridotto a 4 gatti) è troppo diviso all’interno ed è incapace anche di fare un congresso.

  • Palestina Libera

    I deputati di Sel pensano solo alla propria sopravvivenza politica(fatte le dovute eccezione) Vendola non ha mai nascosto simpatie per Renzi.

  • giuseppe

    ma airaudo e il manifesto lo sanno che tsipras è già candidato e che SEL invece pensa di stare con Schultz ?

  • El Sirva

    Valanghe di Grilletti parlanti, certo che faremo una fatica inenarrabile se questo è il tipo di analisi.
    La questione è come costruire la sinistra, italiana ed europea. E’ evidente che nessuno dei “contenitori” oggi esistenti è riuscito a farlo, e per questo la partita è tutt’altro che conclusa,e le decisioni di SEL, come di molti altri, in merito al posizionamento europeo sono oggetto importante di dibattito. La prospettiva di una lista che accomuni diversi soggetti della società civile e dei movimenti, e che penso dovrebbe includere anche personalità politiche, e che appoggi Tsipras, è la più interessante e utile. Che poi chi rema contro sia sempre pronto a lanciare disordinate accuse non è proprio una novità

  • David Rodinó

    Credo che una Lista unitaria sia possibile solo se l´intera nomenclatura di sinistra non si candidi ma crei le condizioni per una lista aperta solo alla societá civile.Se sará una sommatoria di rifondazioni sel scelte civiche e verdi sará un flop colossale.

  • A.C.

    Airaudo è della FIOM.

  • Maurizio Tarantino

    Forse é arrivato il momento per SEL fare scelte, e di farle coraggiose, senza aver paura di passare come i rivoluzionari, Tsipras non é l’anacronismo di rifondazione, va ben oltre. D’altro canto non so quanto si possa parlare con un Pd che ha un responsabile economico una figura ben descritta in questo articolo. http://parolablog.blogspot.it/2013/12/i-vecchi-e-i-giovani-taddei-tra-vecchia.html

  • Dario Refuto

    Sel è sicuramente composta da persone perbene e realmente di sinistra. Ma Vendola, seppur persona intelligente, colta e capace di governare, antepone a tutto il suo ego: chiariamoci, meglio un egoista perbene dei tanti mascalzoni e delinquenti, ma non funziona così un partito. Inoltre, non si è mai mostrato disponibile al dialogo con quei sant’uomini di Diliberto e Ferrero, perché ha sempre voluto inseguire il PD. E se da un lato è stato giustissimo il tentativo di andare al governo con una persona perbene e naturale come Bersani per avere finalmente un governo socialdemocratico, ora non comprendo proprio come si possa pensare di allearsi con Renzi, il quale è sicuramente migliore di tanti altri nel PD, ma comunque la sua condanna per danno erariale se l’è presa, le sue tantissime assenze in giunta le ha fatte, è stato nei popolari e con Rutelli, quindi è pure coinvolto nello spregiudicato uso dei fondi (faccenda Lusi).
    Avrebbe senso, sarebbe cosa meravigliosa un unico soggetto che comprendesse Prc, Pdci, Sel, Psi e un pezzo di PD scisso, la parte civatiana e a sinistra in generale: raggiungerebbe senza problemi il 10%. Ma non accadrà mai.
    Come diceva Fabrizio Barca, “non prendiamoci in giro, il PD è un partito di sinistra”, e con ciò intendeva dire che non è pensabile un PD non dichiaratamente socialista, non è giusto e non ha senso: l’occasione il popolo l’ha avuta, in generale, con le primarie 2013 (si poteva votare Vendola), alle elezioni 2013 (si poteva votare Bersani), alle primarie del PD di pochi mesi fa (si doveva votare Civati).

  • mariof

    Il fatto è che il PD, da molto, non è più un partito di sinistra avendo accettato più o meno coscientemente (nella base) od opportunisticamente (ai vertici) la logica liberista che governa l’Eurozona. Chiunque vi si associ viene o snaturato o frantumato (Bertinotti docet). L’unica strada per ricostituire una sinistra anticapitalista è rifiutare le politiche euriste e allontanarsi da chi le interiorizza. Syriza può essere la strada se chiarisce come vuol dipanarsi fra Europa, Unione europea ed euro.

  • Francesco Iocolano

    a quanto pare sara l’oggetto del congresso, degno finalmente di seguire

  • Nicola Lanza

    SEL è il problema della sinistra in Italia. Nell Molise il modello SEL ha dimostrato tutta la sua debolezza, SEL governa la regione unitamente al PD e forze provenienti dal CD con un risultato che è devastante. Viviamo nel tempo in cui bisogna fare delle scelte, bisogna dire da che parte si vuole stare, non esiste uno spazio tra Schultz e Tsipras è uno spazio immaginario che non esprime una visione.

  • Francesco Iocolano

    Oh oh!!! pare che i migliori cervelli di SEL abbiano ricominciato a funzionare. Dove non sembravano riuscire l’esperienza storica, la cultura marxista, le dolorose cicatrici di due governi con PDS-DS, pare siano riusciti i sondaggi elettorali e il vampirismo del PD renziano. BENTORNATO COMPAGNO AIRAUDO!!! Spero senza paura di disillusioni – tanto oramai chi ci ammazza più a noi della sinistra infelix – di poter presto dare il bentornato anche alle tesi elaborate nel PRC da Bertinotti circa la costruzione della Sezione Italiana della Sinistra Europea, e spero di poter dare un altro ù benvenutro al principio ”una testa un voto” su cui costruire dei reali processi di innovazione politica a partire dalla pari dignità di associazioni, società civile e singoli individui- al Partito della Sinistra Europea ancora adesso se non sbaglio e permessa l’adesione anche ai singoli senza appartenenza partitica – nei processi decisionali sia nelle articolazioni nazionali che locali. Spero di poter dare il bentornato anche alla tradizione operaista che ammetteva stipendi ed emolumenti ai rappresentanti istituzionali, vedi oggi parlamentari e consiglieri regionali, che non superassero quanto percepito da un operaio specializzato 5° livello, che oggi equivarrebbe al 1°.Spero inoltre di poter dare quanto prima il benvenuto anche alla proposta di una legge anti-corruzione e anti conflitti di interesse ad ogni livello, ma di tipo draconiano, che spezzi via la palla al piede che il paese si porta dietro, e che applichi la normativa del sequestro cautelativo dei beni, oggi solo per i rinviati a giudizio per mafia, anche a ogni carica istituzionale rinviata a giudizio per reati contro l’amministrazione pubblica. Sarei felice di veder ritornare i miei generali disertori, io, soldato sono sempre rimasto arruolato. Sarebbe un bel punto di partenza per rendere onore alla storia anti-capitalista del movimento operaio italiano, così degradata e dimenticata, da carrierismi che hanno creduto di poter usare sotto il turbocapitalismo liberista del terzo millennio tutte le screziate tecniche del consenso, tette culi e glamour – in versione gay e transgender- che sotto Berlusconi erano state credute

  • Francesco Iocolano

    Si sono d’accordo con te Nicola Lanza. Ma sai, la sorpresa è stata tanta che a quest’ultima stronzata politica di Vendola, come questo spazio intermedio tra Schultz e Tsipras, ci si passa volentieri sopra. Vendola deve solo dimettersi, la sconfitta della sua fallimentare linea politica dalla scissione in poi è sancita dagli eventi

  • O. Raspanti

    Mi permetto di segnalare a te, mariof, e agli altri anti-euro sfegatati (quelli che “con un click stacchiamo la spina all’Europa”), non solo gli studi finora pubblicati sui costi di un’eventuale uscita dall’euro (disoccupazione galoppante, svalutazione della moneta, esplosione del debito, perdita di valore di risparmi e beni ecc. ecc.) ma anche, magari buttare un’occhiata su un sito come http://www.economie-politique.org/41453. (rivista marxista di economia, come recita il sottotitolo) e la loro linea di battaglia ” contro l’austerità in Europa battiamoci per un altro euro”.
    È interessante anche quanto scritto è pubblicato dagli Économistes atterrés, che è in parte possibile trovare in rete.
    Il soggetto non è semplice, lo riconosco, ma io, per quello che capisco di economia, a quest’uscita dall’euro come una soluzione ai mali dell’Italia non ci credo. È pura demagogia. Allo stato attuale gli effetti nefasti sarebbero maggiori ai vantaggi.
    E l’Italia è in una situazione politica ed economica tale che non può permettersi avventurismi. Il paese sarebbe al collasso, più di quanto già non lo sia.

    Un’altra Europa è possibile e anzi necessaria.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    Parliamo tra moscerini? Mi piace.

    Concordo con chi ricordo che la ragione della nascita di Sel è stata confluire nel centrosinistra, ma per emettere giudizi aspettiamo cosa dice il congresso di Sel, quello di RC per me deludente come altre scelte. Dal pcl soddisfatto, ma i numeri sono ancora più impietosi.

    Poi personalmente uno spazio tra Schultz e Tsipras non lo vorrei, uniti con Tsipras già mi accontenterei :)

  • O. Raspanti

    Come già scritto da palestinalibera e altri, bisogna lanciare la costituente di una nuova forza di sinistra (non di un cartello elettoralistico) che lavori ad un’alterntiva di sistema.
    Basta con partitini e sette autoreferenziali. Ma basta anche all’abiura della forma partito: senza struttura tutto diventa volatile e incapace d’incidere nella durata.
    Questo va bene per chi si contenta di sbraitare limitandosi a condannare ciò che non va. Per chi vuole creare un progetto concreto alternativo, non si sfugge alla forma partito (per quanto poroso alla società civile).

  • Riccardo

    Vendola parla da tempo dell’ingresso di SEL nel Partito Socialista Europeo, e questo è anche quello che si legge nero su bianco nel documento finale del recente congresso. Il PSE avrà il suo candidato Schultz e dubito che Vendola farà un passo indietro proprio adesso. L’appello di Airaudo e Marcon è semplicemente inutile, farebbero meglio a unirsi agli autori dell’altro appello analogo (Spinelli, Revelli ecc.)

  • Davide Tazzi

    Sono assolutamente d’accordo. SEL deve occupare il ruolo che nel resto d’Europa hanno le forze legate alla Sinistra Europea. Dobbiamo rilanciarci e diventare il punto di riferimento della sinistra italiana. L’appoggio a Tsipras contro il PSE delle larghe intese è l’unica possibilità che ci dia una speranza!

  • O. Raspanti

    Una mia replica a mariof e agli anti-euro in generale, è ancora sotto la lente del moderatore. Ciò, immagino, per via di un link che rinvia ad un sito di economisti marxisti francesi. In effetti, siccome questi economisti marxisti sono contrari all’uscita dall’euro deve sembrare, al moderatore, una cosa molto strana. Forse sta cercando di capire se per caso non c’è una magagna?

  • O. Raspanti

    Concordo con te, Giacomo: è SEL che deve fare chiarezza.
    Detto questo, la candidatura di Tsipras è interessante proprio perché al di là degli “steccati” e non dovremmo certo essere noi ad alzarli, gli steccati.
    Anche se continuo a pensare che un nome, una faccia…tutto ciò ha un’importanza relativa. Quand’è che la sinistra d’alternativa comincerà a trovarsi e a costruirsi intorno ad un programma concreto e credibile (non le pagliacciate demagogiche alla Grillo) piuttosto che intorno ad un nome?

  • michele

    Vendola:

    Su il manifesto è apparso un appello per una lista alle elezioni europee che candidi il leader Tsipras alla presidenza dell’Unione. È un’analisi molto lucida, perché Tsipras rappresenta un’alternativa per una nuova Europa e un argine al fascismo e al populismo.

    Però quella proposta diventa una gabbia se prospetta l’adesione al Gue, il gruppo dell’Europarlamento dove ci sono forze fedeli a vecchie ortodossie comuniste.

    Per me lo spazio politico da occupare è quello tra Schulz e Tsipras, nel Pse. È in quel luogo che si può lavorare per superare un modello fallimentare di austerità.

    mi dispiace, ma dovreste abbandonare la costola del pd e cercare di costruire assieme ai vari pezzi della sinistra un polo di sinistra alternativo.
    non ci sono altre strade credo…

  • mariof

    Concordo: un’altra Europa è necessaria. Con all’interno un’Unione europea riformata rimuovendone lo strumento più efficace che il capitalismo sovranazionale vi ha innestato: la moneta unica; che invece di affratellare i popoli sta distruggendo le basi democratiche ed economiche che tanto faticosamente ci eravamo dati SENZA IMPORNE DI MIGLIORI. Se non si capisce che i tre concetti sono diversi continuiamo a sognare…